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Settore oil: Jp Morgan suggerisce prudenza dopo le bombe di Londra

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La situazione bollente sul fronte oil è l’argomento di un report uscito oggi dall’ufficio studi di Jp Morgan. Fin qui nulla di nuovo. Il greggio è un tema affezionato alle prime pagine dei giornali da qualche tempo a questa parte. Il broker, a differenza di altri colleghi con view positive, suggerisce però prudenza agli investitori. Secondo gli analisti infatti cavalcare i titoli petroliferi non è una mossa azzeccata perché dietro l’angolo c’è lo spauracchio di un rallentamento economico. Che spariglierebbe le carte a chi ha fatto della speculazione il suo cavallo di battaglia. “Il greggio, dopo aver archiviato il suo record a 62,10 dollari a barile a New York, è stato investito dalle bombe assassine di Londra che hanno aumentato la possibilità di un rallentamento economico”, scrivono gli analisti nella nota raccolta da Finanza.com. Sotto la cavalcata del greggio che ha avuto il suo culmine in questi giorni gli esperti di Jp Morgan non hanno trovato nulla di nuovo. “Dal 1998 ad oggi la maggior parte delle azioni delle multinazionali del petrolio stanno performando meglio. Siamo dell’idea che la sovraperformance sia stata guidata da tre fattori: dall’argomentazione delle fusioni e acquisizioni, dalla ripresa della performance dei titoli che erano rimasti indietro nel 2004 e in ultimo dal periodo di “flight to quality” per l’intero comparto energia, che ha dominato i mesi di marzo e di aprile”, spiegano gli esperti.