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Settore immobiliare: Longa, stesso gettito raggiungibile con misure meno restrittive

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L’intento è positivo ma l’entità della manovra è da rivedere. La stangata Iva caduta sul settore immobiliare, causando grosse perdite in Borsa nella giornata di ieri per i titoli del settore quotati a Piazza Affari, ha sollevato le preoccupazioni di Assoimmobiliare, l’associazione che rappresenta le imprese dell’industria immobiliare. I provvedimenti contenuti nel decreto legge proposto dal governo in materia fiscale che coinvolgono le compravendite nel settore terziario non convincono Assoimmobiliare. Edoardo Longa, direttore generale dell’associazione, ha dichiarato a Finanza.com che “la logica collaborativa con il Governo non cambierà, ma appare necessario un chiarimento” alla luce di quanto si legge nel decreto legge proposto del governo Prodi, “nonostante sia da elogiare l’impegno alla crescita e la maggiore competività del sistema. Nel testo – ha proseguito Longa -è indicato chiaramente l’obiettivo di recuperare 480 milioni di euro rendendo indeducibile l’Iva su stock immobiliari valutati nel complesso 4 miliardi di euro, mentre in realtà la valorizzazione raggiunge i 40 miliardi, ossia ci risulta dieci volte superiore”. Una tale sottostima porta all’introduzione di una patrimoniale secca del 10%, quando “per recuperare il livello di gettito che si è prefissato il Governo sarebbe sufficiente una tassazione sul patrimonio poco superiore al punto percentuale”. Andando oltre la semplice riflessione di natura tecnica, Longa ci ha tenuto a rimarcare le possibili ricadute negative sull’intero settore immobiliare che vanta un volume d’affari di 40 mila mild di fatturato interessando oltre 150 mila imprese. “Si sono sottovalutati gli impatti operativi che avrebbero le imprese a livello di costi. Quando si va a chiudere un contratto di manutenzione o ristrutturazione, la non deducibilità dell’Iva si tradurrebbe interamente in un costo per l’impresa”. Senza trascurare il fatto che il provvedimento ha carattere retroattivo: “Un’applicazione della norma estesa anche ad operazioni compiute precedentemente alla sua entrata in vigore, violerebbe i principi costituzionali della capacità contributiva, riaffermati nello Statuto del Contribuente”, si legge nel comunicato di Assoimmobiliare contro i provvedimenti contenuti nel decreto legge, che puntualizza come “l’intento generale della manovra del governo, ossia colpire l’evasione e l’elusione fiscale e stimolare la competitività del Paese (pacchetto competitività), è ovviamente corretto e condivisibile”.

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