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Settore finanziario sotto pressione in tutta Europa, la Grecia torna a far tremare

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Da Parigi a Francoforte, da Londra ad Atene per poi passare a Milano le vendite si abbattono sul settore finanziario europeo. Una spirale ribassista innescata dalle nuove indiscrezioni sulle difficoltà finanziarie della Grecia arrivate nel fine settimana. L’Europa e Atene fanno fronte comune e continuano a smentire che stia per arrivare una ristrutturazione, ma qualcosa si sta muovendo. Secondo quanto riportato da “Die Welt” il Governo ellenico sarebbe pronto a concordare con i partner dell’Unione europea una riduzione ulteriore del tasso di interesse sugli aiuti che ha ricevuto in aggiunta a condizioni meno rigorose per i suoi piani di austerità. All’interno dello Stoxx Bank solo segni meno: giù Unicredit e Commerzbank che cedono rispettivamente l’1,37% e l’1,86%. In rosso anche le francesi Crédit Agricole (-1,63%), Bnp Paribas (-1,65%) e Société Générale (-1,63%).

Anche oltremanica le banche sono le protagoniste di questo avvio d’ottava. A Londra sotto i riflettori la battaglia legale tra le banche inglesi e l’Alta Corte che è terminata con l’accettazione della sentenza pronunciata lo scorso 20 aprile. Gli istituti di credito hanno infatti deciso di non fare ricorso e di accettare la decisione della Corte di pagare più di 8 miliardi di sterline ai clienti ai quali erano stati impropriamente venduti dei prodotti assicurativi sul prestito, i cosiddetti Payment Protection Insurance (Ppi). Tra questi spicca anche Barclays che ha fatto sapere oggi che accantonerà nel secondo trimestre dell’anno 1 miliardo di sterline per risarcire i clienti.

Oggi si sono mossi anche gli analisti sul comparto finanziario europeo. In particolare Credit Suisse che ha rivisto al ribasso le valutazioni di Lloyds Banking Group e Zurich Financial Services rispettivamente a 65 pence dai precedenti 72 e per il gruppo elvetico da 282 a 262 franchi svizzeri.

In panne non solo i bancari, ma anche il settore assicurativo. Prima dell’avvio delle contrattazioni nel Vecchio continente Muniche Re ha annunciato di avere chiuso il primo trimestre del 2011 con una perdita di 948 milioni di euro, contro l’utile di 485 milioni dello stesso periodo del 2010, a causa dei “costi eccezionalmente elevati per le catastrofi naturali”. Il dato è comunque migliore delle attese degli analisti che si aspettavano una perdita di 1,09 miliardi. Sull’intero anno, il gruppo ha confermato gli obiettivi, dichiarando che si aspetta “un utile record”.