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Settore energy: Cibati, il fattore gas ha aperto un altro fronte di rischio

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Il settore energy resta un comparto da lisciarsi i baffi. Non bastavano i capricci del petrolio, che per tutto l’anno passato ha ballato oltre la soglia dei 50 dollari, adesso ci è messo anche il gas metano. Il braccio di ferro tra Russia e Ucraina che ha traghettato il 2005 nell’anno nuovo si è aggravato con la notizia che la Russia ha iniziato a ridurre la pressione del flusso di gas verso l’Ucraina, dopo in no di Yushchenko all’offerta di Putin. Secondo Enrico Cibati, responsabile investimenti di Banca Finnat interpellato da Finanza.com, è soprattutto un problema dai tratti politici in grado però di condizionare la vita dei titoli energy. “Questa situazione tra Russia e Ucraina ha aperto un altro fronte di rischio dopo quello spalancato l’anno passato dal petrolio”, dice l’esperto. Per i prossimi dodici mesi Cibati prevede che l’oro nero continuerà a muoversi sopra i 60 dollari e potrebbe anche rivedere i massimi toccati lo scorso agosto a 70,85 dollari. Dunque per Cibati chi investirà sull’energy quest’anno andrà quasi a colpo sicuro “grazie a una domanda di petrolio che resterà forte, agli utili delle società del comparto che continueranno ad essere sostanziosi e a prezzi delle materie prime che si prevede saranno ancora decisamente alti”.