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Settore energia, Vladimir Putin apre ai capitali esteri

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Il presidente russo, Vladimir Putin, ha abolito un decreto legge del marzo 1999 che fissava a non più del 20% la quota di azioni del gigante energetico Gazprom cedibili ad investitori stranieri. Mosca si è assicurata il pacchetto di controllo con il 50% più uno delle azioni per legge in mano allo Stato. In novembre, la capitalizzazione del gigante energetico è passata da 90 miliardi di dollari di metà settembre a oltre 160 miliardi. Con il nuovo decreto presidenziale gli investitori esteri avranno accesso almeno al 35% del pacchetto azionario. La Russia di Putin sembra intenzionata a camminare per conto suo sulla strada delle politiche energetiche. Ha sostituito al vecchio deterrente atomico la nuova arma del gas e del petrolio per riaffermare un ruolo da superpotenza e almeno parte del peso di un tempo. Per l’Opec, il coordinamento delle politiche è quindi una strada in salita. Lo ha fatto velatamente capire il ministro dell’industria e dell’energia Viktor Khristenko, che ha parlato della necessità di affiancare al G8 “incontri al massimo livello con i grandi consumatori come Cina, India, Brasile e Corea del sud”. E si è limitato a definire “auspicabile anche la partecipazione dell’Opec”.