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Settore energetico debole in attesa dell’Opec

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Focus sui titoli energetici nel giorno della riunione dell’Opec, l’Organizzazione che raggruppa i Paesi esportatori di petrolio. Gli analisti sono concordi nel pronosticare un incremento dell’offerta, che la norvegese DnB Nor quantifica in 2,2 milioni di barili al giorno ed altri analisti vedono nel range 1-1,5 milioni di barili. Resterebbe il nodo della partecipazione dei singoli Paesi alla crescita dell’output. Solo l’Arabia Saudita, il Kuwait e gli Emirati Arabi sarebbero in grado di incrementare la produzione. Contrario all’aumento il rappresentante iraniano Muhammad Ali Khatibi, secondo il quale il mercato è in equilibrio. Intanto il prezzo del greggio scivola sotto i 99 dollari al barile, con un dollaro che si rafforza nei confronti dell’euro. L’attesa per l’incontro organizzato a Vienna e le deboli quotazioni del petrolio pesano sui titoli del settore energetico. Lo STOXX Europe 600 Oil & Gas è tra i peggiori titoli settoriali di questa mattina, mostrando un calo dell’1,44%. Tra i singoli nomi, Statoil cede a Oslo l’1,30%, mentre Eni perde a Piazza Affari l’1,24%. Debole anche Bp che sul listino di Londra scivola di 1 punto percentuale. Unica eccezione è Total che a Parigi mostra un +0,30%.

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