Settore del lusso in fermento, Bulgari sfrutta l'upgrade di Hsbc

Inviato da Alberto Bolis il Mer, 01/09/2010 - 10:47
Grande fermento nel settore del lusso su entrambe le sponde dell'Oceano. Negli States i riflettori del mercato si sono accesi sul titolo Saks, che ha chiuso le contrattazioni in rialzo del 20% a 7,9 dollari. La quotazione è stata sostenuta dalla speculazione innescata dalle indiscrezioni riportate dal Daily Mail, secondo cui un fondo di private equity anglo-americano avrebbe messo gli occhi sul gruppo dei magazzini più "in" di New York. L'offerta avrebbe raggiunto 1,7 miliardi di dollari, ovvero 11 dollari per azione. Sempre secondo indiscrezioni di stampa, la valorizzazione non avrebbe convinto i due principali azionisti di Saks: Carlos Slim, che detiene il 16,1%, e il patron di Tod's Diego Della Valle, che vanta il 9,4% attraverso la Diego della Valle & C Sapa.

Ma anche in Europa il comparto ritorna a galvanizzare gli investitori. Hermes, casa francese delle borse di lusso, ha messo a segno un +40% alla Borsa di Parigi negli ultimi tre mesi. A scaldare il titolo, le voci di possibili cessioni delle quote di alcuni componenti della famiglia che controlla la società fondata nel 1837. Inoltre sono arrivati i buoni conti del primo semestre 2010, archiviato con un utile netto di 194,6 milioni di euro, in salita del 55% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. I ricavi si sono attestati a 1,07 miliardi, mentre il margine operativo ha raggiunto quota 28,3%.

A Piazza Affari Bulgari è la regina del paniere principale con un rialzo dell'1,80% a 5,93 euro, mentre l'indice di riferimento Ftse Mib cede lo 0,04% a 19.740 punti. L'azione della maison romana sfrutta la promozione di Hsbc. Gli analisti della banca britannica hanno alzato la raccomandazione sul titolo a overweight dal precedente neutral. A inizio settimana Francesco Trapani, amministratore delegato di Bulgari, in un'intervista rilasciata al Wall Street Journal ha spiegata che se tutto andrà nella giusta direzione, la società potrebbe registrare "una decisa crescita dei profitti" nell'esercizio in corso, anche se la crescita del fatturato sarà modesta. La conseguente forte generazione di cassa potrebbe inoltre consentire al Cda di "aumentare il dividendo".
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