Il settore bancario è pronto per la riscossa

Inviato da Pablo Turini il Mer, 21/03/2007 - 11:18

Il settore bancario promette bene e, nonostante i recenti storni messi a segno sul mercato, nel medio lungo termine il riscatto sarebbe assicurato. Il giudizio positivo arriva da Goldman Sachs, secondo la quale gli investitori dovrebbero rafforzare le proprie posizioni su questi titoli, alzando di fatto il giudizio precedente di atteggiamento neutrale.

Che  titoli bancari possano ancora dire la loro lo sostengono in molti. Il settore, in larga parte, corrisponde all'identikit dei titoli perfetti per affrontare questa fase di mercato: sono difensivi, hanno una grande capitalizzazione e magari anche una buona politica di distribuzione dei dividendi. Il profilo è il preferito da molti trader, che in questo periodo stanno rimaneggiando i portafogli azionari in vista di un nuovo possibile storno prima dell'estate.

Una fase di acquisti sui titoli bancari è dunque attesa, dopo la paura innescata dalle difficoltà del comparto dei crediti immobiliari subprime soprattutto negli Usa. Timori che hanno innescato un breve scivolone dell'intero settore, ed ora, sempre secondo Goldman Sachs, il risultato è che molti titoli si sono trasformati ancor di più in buone occasioni di acquisto. I multipli, nella maggior parte dei casi, sarebbero molto interessanti e storicamente la distribuzione dei dividendi, in rapporto alla valorizzazione dei titoli, ha sempre dato soddisfazioni agli azionisti. Inoltre, sottolinea Goldman Sachs, l'intero settore bancario si trova molto penalizzato rispetto all'andamento dei mercati internazionali, come non si verifica dal 1995, a tutto vantaggio di chi decide di entrare a questi livelli di valorizzazione di borsa.

Ma non tutte le banche sono uguali e dunque buone per investirci. Nel breve e medio termine, ad esempio, gli analisti consigliano di stare alla larga dalle banche d'affari, maggiormente esposte alle bizze del mercato e di conseguenza a possibili cali della redditività. Anche Goldman Sachs consiglia cautela in questo caso, e il suo giudizio è stato confermato a livello di neutral.

C'è però un aspetto che può, in alcuni casi, sconvolgere tutte le previsioni. E' quello delle operazioni straordinarie, che non sembra aver esaurito la sua forza. Se in Italia la concentrazione procede, seppur a livello ridotto, soprattutto tra gli istituti bancari di minor taglio, all'estero le grandi operazioni non si lasciano attendere. Ne è un esempio la recente operazione Barclays e Abn Amro, capace di far sentire i suoi effetti fino in Italia, in ragione degli intricati incroci azionari tipici delle moderne banche internazionali. In questo caso il consiglio degli analisti, e degli operatori di mercato, è quello di cavalcare le storie di fusione e acquisizione, quando possibile. Stando però bene attenti a cogliere l'occasione dal verso giusto, seguendo la regola non scritta che i titoli di chi compra calano mentre quelli della preda salgono. In queste fasi di mercato anche operazioni dalla semplice logica possono dare soddisfazioni, senza rischiare di impegnare il capitale a lungo termine, coprendosi così dal rischio di nuove discese dei listini.

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