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Settore auto in evidenza fuori e dentro la Borsa

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Fari puntati sul settore automobilistico fuori e dentro la Borsa. Dall’Europa all’Asia per poi passare dagli Stati Uniti sono diverse le storie che tengono banco oggi, con lo Stoxx Europe 600 Automobiles & Parts, migliore nel Vecchio continente, in salita di quasi l’1%.

Denaro sulla tedesca Porsche che guadagna sulla Borsa di Francoforte circa l’1,7%. Gli analisti di Credit Suisse hanno puntato l’attenzione sul titolo delle gruppo di auto sportive teutonico, che a fine marzo ha lanciato un aumento di capitale da quasi 5 miliardi di euro per ridurre il debito in vista della fusione con Volkswagen. Proprio in scia a questa operazione, il broker svizzero ha rivisto al ribasso il target price, da 90 a 72 euro, confermando il giudizio “outpeform”. “L’avvio della ricapitalizzazione di Porsche segna un ulteriore passo verso il progetto di fusione con Volkswagen”, hanno commentato gli analisti, che calcolano il futuro valore dell’operazione: 150 milioni di azioni Volkswagen, 4 miliardi di euro in azioni Porsche e il rimanente debito netto di 1,4 miliardi di euro. Ciò equivarrebbe, secondo Credit Suisse, a 22,7 miliardi di euro, ossia 75 euro per azione, con un target price di 136 euro per Volkswagen.

A Piazza Affari ben impostata Fiat (1,09%). Giovedì scorso il Lingotto ha annunciato di avere raggiunto un accordo con Chrysler ed eserciterà per intero la “incremental equity call option” subordinatamente e contestualmente al completamento da parte del gruppo di Detroit, nel secondo trimestre 2011, di una operazione di rifinanziamento che vedrà la società Usa rimborsare integralmente i debiti verso i Governi statunitense e canadese. A conclusione dell’operazione, la partecipazione di Fiat in Chrysler aumenterà di un ulteriore 16%.

Il comparto delle quattro ruote guarda anche ai conti di Ford, che verranno diffusi nel pomeriggio. Secondo le stime di Bloomberg il colosso automobilistico statunitense potrebbe registrare profitti, escluse le poste non ricorrenti, pari a 50 centesimi per azione dai 46 centesimi dell’analogo periodo 2010. L’utile netto potrebbe attestarsi a 2,1 miliardi. E intanto sembra che un’altra americana General Motors e la teutonica Volkswagen stiano preparando il sorpasso ai danni della giapponese Toyota. La contrazione nel mese di marzo della produzione domestica del big dell’auto nipponico mette in luce la prospettiva che dopo il sisma dello scorso 11 marzo i profitti possano calare, intaccando la quota di mercato globale e il primato di costruttore globale guadagnata nel 2008.

All’interno dell’industria automobilistica si mette in evidenza anche Michelin dopo le vendite trimestrali diffuse giovedì scorso, prima della chiusura per le festività pasquali. Il gruppo francese degli pneumatici ha visto le vendite salire del 28% nei primi tre mesi del 2011, attestandosi a 5,05 miliardi di euro. Un risultato record che mette di buon umore il titolo Michelin, che prende circa il 4,40% sulla Borsa di Parigi, e che contagia anche la rivale italiana Pirelli, che sale di oltre il 2% sulla Borsa di Milano.

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