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La settimana in Europa si chiude in sostanziale parità, ritorno positivo per Abn Amro

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Sostanziale parità per le borse del vecchio continente che dopo i recenti guadagni hanno preferito la prudenza in una giornata caratterizzata dalle notizie in arrivo dal Mali (dove un commando jihadista ha attaccato un albergo della capitale Bamako). Chiusura positiva per l’indice tedesco, il Dax, salito dello 0,31% a 11.119,83 punti mentre l’Ibex ha terminato in rosso dello 0,62% a 10.290,3. Sostanziale parità per Ftse100 (+0,07% a 6.334,63) e Cac40 (-0,08% a 4.910,97).

Focus sul comparto bancario nel giorno del ritorno sul listino olandese di Abn Amro (+3,38%), la banca olandese nazionalizzata sette anni fa nel pieno della crisi finanziaria. Sul listino londinese -2,89% per Barclays a seguito del taglio del prezzo obiettivo da parte di Morgan Stanley e -0,74% di Tullow Oil che Goldman Sachs ha rimosso dalla sua “focus list”.

Nel corso della mattina il chairman della Bce Mario Draghi ha ribadito, se mai ce ne fosse bisogno, che l’Eurotower è pronta ad agire rapidamente per far risalire l’inflazione nell’Eurozona. Il Quantitative Easing, ha detto Draghi, è “uno strumento potente e flessibile, in quanto può essere regolato in termini di dimensione, composizione o durata per raggiungere una politica più espansiva” e il tasso sui depositi “può rafforzare la trasmissione del Qe, soprattutto aumentando la rapidità della circolazione delle riserve bancarie”.

A far da contraltare alle dichiarazioni di Draghi sono arrivale le parole del n.1 della Banca centrale tedesca, Jens Weidmann, che nel corso di un intervento ha rilevato che “più a lungo la politica monetaria resterà accomodante, meno sarà efficace”. Al momento “il tasso di inflazione ‘core’ (quello calcolato al netto delle componenti più volatili, ndr) si attesta all’1% e dovrebbe gradualmente salire verso quella che consideriamo la stabilità dei prezzi che, va ricordato, è un concetto di medio termine”. Il calo dei prezzi dei prodotti energetici rappresenta “più uno stimolo economico per le economie di Eurolandia che un presagio di deflazione”.