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Settimana di guadagni per il dollaro, sterlina mostra i muscoli

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Dopo tre rossi consecutivi, settimana con il segno più per il biglietto verde. Torna a salire l’indice del dollaro che si appresta a chiudere l’ottava con un incremento dello 0,3% in scia delle indicazioni migliori del previsto arrivate dal mercato del lavoro. Dopo l’indice elaborato dalla società Adp (+281 mila unità per il settore privato), ieri buone nuove sono arrivate sia dal saldo delle buste paga dei settori non agricoli (non-farm payrolls, +288 mila) e sia dall’inatteso calo del tasso di disoccupazione (sceso il mese scorso dal 6,3 al 6,1%).

Nonostante gli operatori siano consapevoli del fatto che resti ancora molto da fare (anche perché a falsare i dati c’è il tasso di partecipazione, ai minimi da 35 anni al 62,8%), il rafforzamento del mercato del lavoro e, più in generale, dell’intera economia, non fa che avvicinare il momento in cui l’istituto guidato da Janet Yellen normalizzerà la politica monetaria. Se da un lato non ci dovrebbero essere dubbi su una fine del quantitative easing nell’anno corrente, il grande dubbio è rappresentato dal primo incremento del costo del denaro che alcuni analisti stimano che avverrà nei primi mesi del 2015.

Potrebbe invece bruciare le tappe la Bank of England che per bocca del chairman, il canadese Mark Carney, ha già fatto sapere che forse le stime del mercato sono troppo spostate in avanti. A sostegno dei falchi della BoE ci sono le indicazioni in arrivo dall’economia reale: in un contesto già in tensione causa i prezzi delle abitazioni ai massimi pluriennali, nel corso della settimana corrente indicazioni “bullish” sono arrivate dagli indici Pmi (57,5 punti per il manifatturiero, 62,6 per il comparto delle costruzioni e 57,7 per il terziario).

In questo contesto il pound ha guadagnato lo 0,7% aggiornando i massimi da quasi sei anni nei confronti del dollaro e da un anno e mezzo nell’incrocio con la moneta unica. Nuove indicazioni sulle future mosse di Fed e BoE sono attese per la prossima settimana: mercoledì sarà la volta delle minute dell’ultima riunione dell’istituto con sede a Washington mentre giovedì l’appuntamento è a Londra in occasione del meeting dell’istituto guidato da Carney.