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Sergio Marchionne: è morto il manager in pullover

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Sergio Marchionne, 66 anni compiuti a giugno, è morto all’ospedale universitario di Zurigo. Ricoverato un mese fa per un intervento alla spalla destra, il manager italo-canadese negli ultimi giorni ha fatto registrare, causa “complicanze postoperatorie”, un peggioramento del quadro clinico che ha spinto i vertici del gruppo a nominare i successori. Ironia della sorte, oggi il nuovo Ceo, Mike Manley, debutterà con la presentazione dei risultati trimestrali del gruppo FCA.

“E’ accaduto, purtroppo, quello che temevamo. Sergio, l’uomo e l’amico, se n’è andato. Penso che il miglior modo per onorare la sua memoria sia far tesoro dell’esempio che ci ha lasciato, coltivare quei valori di umanità, responsabilità e apertura mentale di cui è sempre stato il più convinto promotore”, riporta una nota di Exor a firma John Elkann. “Io e la mia famiglia gli saremo per sempre riconoscenti per quello che ha fatto – aggiunge Elkann – siamo vicini a Manuela e ai figli Alessio e Tyler. Rinnovo l’invito a rispettare la privacy della famiglia di Sergio”.

Nato a Chieti, a 14 anni si trasferì con la famigli in Canada. Alle lauree in filosofia, economia e giurisprudenza aggiunse un master in Business Administration. Nel 1985 divenne dottore commercialista e due anni dopo procuratore legale e avvocato. “Quando ho iniziato l’università, in Canada, ho scelto filosofia. L’ho fatto semplicemente perché sentivo che, in quel momento, era una cosa importante per me. Poi ho continuato studiando tutt’altro e ho fatto prima il commercialista, poi l’avvocato. E ho seguito tante altre strade, passando per la finanza, prima di arrivare a occuparmi di imballaggi, poi di alluminio, di chimica, di biotecnologia, di servizi e oggi di automobili. Non so se la filosofia mi abbia reso un avvocato migliore o mi renda un amministratore delegato migliore. Ma mi ha aperto gli occhi, ha aperto la mia mente ad altro”.

Nel 2002 assunse la guida della svizzera SGS, società di certificazione che vede fra gli azionisti di controllo la famiglia Agnelli e il 1º giugno 2004 venne nominato Amministratore delegato del gruppo FIAT. La prima parte dell’era Marchionne si è sviluppata seguendo tre direttrici chiave: la rinuncia alla “put option” con General Motors, il convertendo siglato con le banche e lo swap Ifil Exor.

 

Capolavoro Chrysler

Il capolavoro è rappresentato dall’acquisizione della statunitense Chrysler, fallita nella crisi del 2008. Partita con un 20%, la scalata al capitale della casa di Auburn Hills si concluderà nel 2014. Nello stesso anno prese il timone di Ferrari, che un anno dopo debutterà a Wall Street.

L’ultimo colpo di teatro è stato la cravatta ben annodata alla presentazione del nuovo piano Fiat Chrysler a inizio giugno. “Una cravatta ben annodata è il primo passo serio nella vita”, ha detto nel suo intervento citando Oscar Wilde per annunciare l’azzeramento del debito di FCA. A breve l’appuntamento con i numeri al 30 giugno.