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Separazione rete telefonica: pieno accordo con l’Ue

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E’ giunto il via libera “telefonico” dal commissario Ue per la Società dell’informazione Viviane Reding, al ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni sulla separazione della rete dal gestore, quindi da Telecom Italia, provvedimento che dovrà essere preso dall’autorità per le telecomunicazioni nel rispetto del quadro normativo europeo. L’orientamento prevalente è quello di operare una divisione funzionale e non societaria, dunque sul modello scelto in Gran Bretagna.


Nel Regno Unito a partire dal 2006 il dilemma rete/operatore è stato risolto dividendo la prima dal secondo, British Telecom, e affidando la rete a una divisione gestita in maniera separata, Bt Openreach, che vende i suoi servizi alle stesse condizioni a tutti i gestori telefonici che competono sul mercato britannico . Bt Openreach è gestita come un’azienda completamente autonoma, con sedi separate e un management diverso da quello di British Telecom.

“Pensiamo che la separazione della rete potrebbe migliorare il mercato delle telecomunicazioni” è stato il commento riferito dal portavoce del commissario Ue, Martin Selmayr. L’Unione europea è da tempo al lavoro su un piano regolamentare che darà alle Authority maggiore forza e il potere di imporre una separazione “funzionale” tra rete e operatore.


Le misure allo studio del governo italiano verranno adottate in pieno accordo con la Commissione Ue, ha sottolineato il ministro Gentiloni, mentre il veicolo con il quale introdurre le innovazioni allo studio non sarà quello del decreto legge che il vicepresidente del Consiglio, Francesco Rutelli, definisce “non all’ordine del giorno”, ma più probabilmente il disegno di legge sulle liberalizzazioni del ministro per lo Sviluppo economico Pierluigi Bersani.

Per arrivare a una separazione della rete dal principale operatore di telefonia del Paese i tempi saranno comunque lunghi, non prima di un anno secondo lo stesso ministro delle Comunicazioni Gentiloni.

Sul fronte Telecom Italia nel frattempo il ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, ha arringato il popolo dei piccoli azionisti invitandoli a intervenire all’assemblea dei soci del 16 aprile facendosi certificare le azioni dalla propria banca e chiedendo di prendere la parola al consesso per “far saltare il banco”.