Sempre più profonda la crisi politica in Belgio: sale rischio Paese, impennata tassi bond

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Sempre più profonda la crisi politica in Belgio, dalle elezioni del giugno scorso alla ricerca di un nuovo governo. Il nuovo tentativo di mediazione tra partiti fiamminghi e francofoni è definitivamente fallito con la decisione del mediatore, il senatore socialista fiammingo Johan Vande Lanotte, di salire al Palazzo reale e rassegnare le dimissioni nelle mani del Re Alberto II. Quest’ultimo le ha accettate e oggi riprenderà le consultazioni per un nuovo incarico. Tutti i tentativi di trovare la via di uscita a una crisi che ormai dura da 227 giorni si sono rivelati inutili. Questo nonostante la voce della piazza che domenica scorsa – in una delle più grandi manifestazioni mai viste nel Paese – ha reclamato con forza la fine dell’impasse politica.


Non c’è solo Lisbona a far tremare i polsi agli operatori di Borsa. Anche sul Belgio si addensano nubi pesantissime. Basta guardare ai movimenti dei titoli di Stato per fotografare la situazione. Non si arresta l’ascesa dei tassi sui titoli di Stato in Belgio, soprattutto a causa di un’impasse politica record che dura oramai dal giugno scorso. Dopo la notizia del fallimento dell’ennesima mediazione per formare un nuovo governo, il tasso a dieci anni ieri è schizzato di otto punti base al 4,287%. La differenza rispetto al bund decennale tedesco è salito a 107 punti base.

Come osservato recentemente dal New York Times, il Belgio ha una lunga storia di debito e problemi politici che hanno contribuito a rallentamenti economici in passato. Ma nessuno sembrava averci prestato attenzione durante l’attuale crisi fino a quando gli investitori hanno trasferito i timori sul debito su altri paesi e hanno portato i costi di finanziamento in Belgio vicino ai record.  “La situazione politica del Belgio ha sicuramente avuto un impatto significativo sugli spread e sulle aspettative di mercato, anche perché dal punto di vista fiscale il 2010 non è stato entusiasmante per il paese”, riconosce Luca Jellinek, che guida le strategie sul mercato monetario di Credit Agricole. “Difficile stimare al momento quanto questo possa pesare sul futuro, anche perché gli sviluppi politici si presentano solitamente come opachi”.


A inizio gennaio il Belgio ha strappato un primato europeo detenuto dai vicini olandesi: quello della più lunga crisi politica nella storia del continente. Sono oltre 200 i giorni da premier uscente quelli del cristiano democratico Yves Leterme, cifra che batte i 208 della crisi politica del 1977 in Olanda. D’altronde il Belgio, diviso su questioni linguistiche, fiscali e di riforma dello stato federale tra fiamminghi e valloni, sprofondato in una crisi politica della quale non si vede soluzione all’orizzonte se non quella di nuove elezioni, può anche puntare al record mondiale di crisi strappandolo all’Iraq. Se il 30 marzo non avrà un nuovo governo, arriverà a 290 giorni di crisi, battendo i 289 che nel 2009 furono necessari per formare un governo a Baghdad.

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