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Sempre più Brasile nella produzione Fiat, da lunedì si torna a trattare su contratto ad hoc

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Nuova doccia fredda per il mondo dell’auto. Le immatricolazioni in Europa hanno accusato l’ennesima battuta d’arresto: sono scese del 7,1% a novembre. Nel periodo gennaio-novembre la discesa si limita al 5,7%. E’ questo il quadro tracciato dai dati di Acea, l’Associazione dei costruttori di auto europeo. Una situazione che Fiat non  è riuscita a tamponare. Anche al Lingotto le vendite sono, infatti, crollate: all’ombra della Mole il calo è stato nell’ordine del 23,7% con 74.194 vetture all’attivo, contro le 97.301 registrate a novembre 2009. Ad ottobre le vendite di Fiat in Europa avevano registrato un calo ancora più importante: del 32,7% a 73.774 unità. Mentre se si allarga l’orizzonte temporale emerge che nei primi 11 mesi dell’anno la flessione del gruppo torinese si è attestata in Europa al 16,9%, a fronte di 971.201 nuove immatricolazioni, contro le 1.169.084 dello stesso periodo del 2009.


“E’ frenata a novembre la caduta del mercato automobilistico europeo. Il risultato meno negativo del mese scorso rispetto agli ultimi quattro con cali a due cifre è riconducibile al progressivo esaurirsi dell’effetto post incentivi”, commentano gli esperti il Centro Studi Promotor (Csp), nel sottolineare che nel 2010 la politica degli incentivi è andata esaurendosi e il mercato dovrebbe chiudere a quota 13.780.000, con un calo intorno al 4,8%. “Nei dati diffusi oggi vi sono tuttavia segnali – prosegue Csp – che inducono a ritenere che il 2011 potrebbe essere l’anno dell’avvio alla ripresa”.

E in attesa di uscire dal tunnel, Fiat ha messo un punto fermo: investirà 1,3 miliardi di euro in Brasile per realizzare un nuovo stabilimento nel complesso industriale di Suape, nello Stato di Pernambuco. Il progetto rientra nel piano di investimenti da 4,4 miliardi di euro che il gruppo auto torinese ha deciso di destinare al Paese sudamericano nel periodo 2011-2014. L’Ad del Lingotto, Sergio Marchionne, “ha confermato il target di vendere oltre 1 milioni di vetture sul mercato brasiliano dal 2014, mentre per quest’anno ci aspettiamo 600 mila unità vendute”, scrivono gli analisti di Intermonte che hanno confermato nel report uscito oggi outperform sul titolo del Lingotto con target price a 15 euro.


A loro avviso si tratta di indicazioni positive che “confermano l’intenzione di mantenere la leadership sul mercato brasiliano”. E in effetti i numeri la dicono lunga: la market share di Fiat in Brasile è di circa il 23%. “Noi stimiamo che la capacità produttiva di Fiat in Brasile potrebbe raggiungere le 1,1 milioni di unità entro il 2014 – segnalano gli analisti di Akros, che ribadiscono buy con target di 16 euro -. La notizia è positiva, ma è già stata scontata la scorsa settimana. Gli investimenti brasiliani sono già stati annunciati lo scorso 21 Aprile durante la presentazione del nuovo business plan”.


Mandato in porto l’affaire in Brasile, da lunedì Fiat torna in trincea. Federmeccanica e sindacati si risiedono ai tavoli della diplomazia. C’è da trovare la quadra sul contratto dell’auto, che dovrebbe interessare inizialmente i circa 10.200 lavoratori della newco di Pomigliano e della joint venture Fiat-Chrysler prevista alle carrozzerie di Mirafiori. I lavoratori della filiera auto in Italia potenzialmente interessati dal nuovo contratto, secondo un’elaborazione Anfia, sono oltre 1.200.000 tra diretti e indiretti. Le aziende produttrici 3.500. In alcuni casi già oggi le aziende non fanno riferimento al contratto dei metalmeccanici ma a quelli del settore Gomma Plastica e Commercio. E i giochi restano più che mai aperti.