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Semaforo rosso per Fiat, debole FastWeb

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A Milano la protagonista indiscussa, ma in senso negativo, della giornata di Borsa è stata Fiat, sprofondata del 5,57%, fino a 7,84 euro. A pesare come un macigno sull’azione del Lingotto i due collocamenti azionari di titoli Fiat posti in essere nel corso della sessione da parte di banche d’affari incaricate da Monte dei Paschi e da SanPaolo Imi, che erano diventate azioniste di rilievo a seguito dell’erogazione del prestito cosiddetto “convertendo” da tre miliardi di euro. In particolare, l’istituto di Piazza San Carlo ha ceduto il 3,5% del capitale ordinario, nonostante che in passato si fosse dichiarato intenzionato, anche alla luce della vicinanza “territoriale” al gruppo automobilistico, a mantenere la partecipazione in portafoglio. A risollevare le sorti di Fiat non è valsa quasi a nulla la buona nuova giunta da Fitch, che, pur confermando i rating ‘BB-‘ sul debito senior non garantito di Fiat e ‘B’ su quello di breve termine, ha alzato l’outlook da “negativo” a “stabile”. Tra le blue chip che si sono posizionate in coda all’S&P si segnalano anche Fideuram, Finmeccanica, Luxottica e ST Microelectronics. Al contrario, giornata di guadagni superiori al punto percentuale soltanto per Snam Rete Gas e Saipem, che ha beneficiato del generale buon andamento dei titoli del comparto petrolifero. Eni, l’altra azione del settore “oil”, ha invece terminato in rosso ma ad un soffio dalla linea di parità. FastWeb, infine, ha ceduto l’1,50% nel giorno in cui ha reso noto che i dati preconsuntivi hanno mostrato un Ebitda consolidato pari a 305 milioni di euro, in linea con il target inizialmente previsto “nonostante i costi associati all’espansione territoriale che, nel corso dell’esercizio, è stata superiore a quanto pianificato a inizio anno”.