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Sella gestioni: equity, meglio Stati Uniti che Europa

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Gli analisti di Sella gestioni mettono in evidenza che sui mercati azionari il trend rialzista in atto da inizio anno negli ultimi giorni ha invertito la tendenza dando il via a sostanziali prese di beneficio, in particolare nell’area Giappone ed Europa, mentre una sostanziale stabilità ha contraddistinto l’area Stati Uniti; infine, l’area Asia Pacifico e l’area Paesi emergenti hanno continuato nel loro moderato progresso. Come spiegano gli economisti di Sella gestioni, “i dati macroeconomici relativi al trimestre in corso confermano che le aspettative di crescita economica globale rimangono sostanzialmente positive anche se cominciano ad emergere, seppure in maniera lieve, i primi segnali di risveglio dell’inflazione. Il periodo di comunicazione dei dati societari e le prospettive per i prossimi trimestri hanno confermato utili aziendali in crescita, anche se il dato relativo alle sorprese positive rispetto alle attese è in lieve flessione. La revisione al rialzo delle stime rimane modesta anche se la sostenibilità del trend positivo per il momento non sembra compromessa. I temi importanti che sono emersi nelle recenti settimane sono legati in prevalenza al forte rialzo dei prezzi del petrolio, delle materie prime e dei metalli preziosi. Le tensioni geopolitiche e il perdurare degli squilibri strutturali legati a deficit commerciali, debito pubblico e deficit di bilancio hanno calmierato l’entusiasmo degli investitori e hanno contribuito ad alzare lievemente il premio al rischio. I settori interessati da attività di fusioni e acquisizioni nei mesi scorsi hanno recentemente subito significative correzioni con particolare riferimento al settore bancario. I rialzi più importanti del trimestre in corso si sono concentrati nei settori materie prime e industriali mentre i settori peggiori sono stati quelli della Salute, della Tecnologia e della Telefonia. A livello tattico i mercati sembrano soccombere di fronte a possibili pressioni inflazionistiche e a rinnovate tensioni geopolitiche che guiderebbero le banche centrali a proseguire nella loro politica monetaria rialzista. Questo ovviamente avrebbe ripercussione immediata sulle previsione di crescita degli utili aziendali e ai conseguenti livelli delle valutazioni azionarie in termini di rapporto prezzo/utili relative ai principali mercati. Attualmente le valutazioni a livello globale aggregato si assestano intorno alla media storica di lungo periodo pari a 15 volte gli utili attesi del 2006. Nella rinnovata consapevolezza che lo scenario che si prospetta nel 2006 risulta più complesso e più volatile rispetto agli ultimi anni confermiamo il nostro atteggiamento tattico e forniamo l’indicazione di moderata negatività sull’asset class azionaria privilegiando nel prossimo mese un posizionamento degli investimenti nelle aree degli Stati Uniti, dell’Asia-Pacifico e dell’Area Emergenti rispetto all’Area Europa e Giappone. Non escludiamo che nel breve termine le recenti prese di beneficio potrebbero
accentuarsi qualora i dati macroeconomici segnalassero pressioni inflazionistiche e le tensioni sui prezzi delle materie prime dovessero proseguire il loro trend rialzista”.