Sell in May and go Away: è pura leggenda?

Inviato da Riccardo Designori il Gio, 25/04/2013 - 11:47

Sell in May and go Away: è pura
leggenda?


Ogni
anno avvicinandosi il mese di maggio ci si chiede se si debba dar
credito al vecchio detto 'Sell in may and go away'. Di seguito pubblichiamo un'analisi
compiuta da Hedge Invest sui comportamenti dei mercati finanziari in specifici
momenti del calendario. Gli esperti della Sgr hanno chiesto ad alcuni gestori
hedge internazionali presenti nei loro portafogli se nel 2013 si aspettano una
ripetizione delle correzioni sui mercati a cui si è assistito nei mesi estivi
negli ultimi anni. L'analisi riporta le eterogenee risposte ricevute dagli
intervistati.


Nella letteratura finanziaria è presente un ampio dibattito
sugli «effetti stagionali» dei mercati, ovvero su comportamenti dei mercati,
teoricamente predeterminabili, connessi a specifici momenti del calendario
solare. In particolare, con "Sell in may and go away" o «Effetto Halloween» si
identifica la presunta sovra-performance dei mercati azionari nel periodo novembre-aprile
rispetto al periodo maggio-ottobre. Tale detto lascerebbe ipotizzare
l'efficacia di una semplice strategia di vendita in aprile e riacquisto in
ottobre del portafoglio azionario.


Con l'obiettivo di testare se l'"Effetto Halloween" è
realmente confermato da dati empirici, abbiamo analizzato le serie storiche
degli indici S&P 500 e DAX nel periodo 1980 - 2012. In particolare, abbiamo
calcolato su base annuale la differenza tra l'andamento degli indici nel
periodo novembre/aprile e la performance nel periodo maggio/ottobre. L'analisi,
come evidenziato nei due grafici sottostanti, mostra effettivamente che i
mercati tendono a riportare migliori performance nel periodo novembre/aprile (pur
con alcune importanti eccezioni):


o per quanto riguarda lo S&P 500, emerge che l'Effetto
Halloween si è verificato 22 volte su 33 (67% dei casi);


o analizzando il DAX, i dati confermano che la
sovraperformance nel periodo novembre/aprile si è verificata nel 73% dei casi
(24 volte su 33).


Come si spiega tale andamento?


Facendo riferimento all'evidenza empirica e al buon senso,
sappiamo che nel periodo estivo i volumi di trading tendono a diminuire (alcuni
investitori chiudono le posizioni per l'impossibilità di seguire con continuità
i mercati); gli analisti, poi, hanno ormai a disposizione proiezioni affidabili
per stimare i fatturati delle aziende per l'anno in corso e possono così essere
più oggettivi nelle valutazioni di acquisto rispetto al periodo novembre/aprile.


Inoltre, in molti Paesi le uscite fiscali si concentrano tra
maggio e ottobre, il che inevitabilmente porta a un alleggerimento dei
portafogli.


In alcuni settori, infine, i nuovi prodotti/servizi sono
presentati dalle aziende agli analisti proprio prima del periodo natalizio,
spingendo al rialzo le quotazioni di tali aziende verso la parte finale
dell'anno.


Queste motivazioni non convincono però molti trader, i quali
fanno notare importanti eccezioni a questa presunta regola; l'ultima, in ordine
di tempo, risale al 2009, quando da marzo i mercati azionari hanno segnato un
recupero, con rendimenti interessanti nel periodo estivo.


Il punto di vista dei nostri gestori hedge


Abbiamo chiesto ad alcuni gestori hedge internazionali
presenti nei nostri portafogli se nel 2013 si aspettano una ripetizione delle
correzioni sui mercati a cui si è assistito nei mesi estivi negli ultimi anni,
registrando in risposta opinioni non univoche.


Ciò per noi è però un segnale positivo perché un fondo di
fondi con gestori posizionati in modo diverso porta a un'asset allocation
differenziata e quindi ben posizionata anche in caso di improvvisi cambiamenti
di trend.


I pessimisti


Fondo A (event driven europeo con circa 250 milioni di
dollari in gestione basato a Londra):
"Direi che il Sell in May può risultare sensato anche quest'anno. I mercati
stanno beneficiando di una forte riallocazione di capitale nell'azionario, che
potrebbe subire una pausa durante l'estate. Guardando ai fondamentali, la
recente espansione di multipli sarebbe giustificata da prospettive di ripresa
economica nella seconda metà dell'anno. Tali prospettive potrebbero, però,
rivelarsi ottimistiche, viste le notevoli difficoltà dell'Eurozona e la stretta
di liquidità in Cina".


Fondo B (long/short globale con 400 milioni di dollari in
gestione basato a Londra): "Sono
preoccupato nel breve termine mentre sono più ottimista nel medio. I titoli
azionari di alcuni settori sono saliti molto. In particolare i titoli
difensivi, in cui gli investitori si sono rifugiati per essere meno soggetti al
rallentamento del ciclo economico, stanno toccando valutazioni superiori a
quelle del 2007. Per questo motivo mi
sono posizionato corto sulla parte del mercato che è salita di più, mentre
nella parte lunga del portafoglio preferisco mantenere posizioni in titoli con
valutazioni contenute e prezzi che incorporano
prospettive economiche già molto negative. Senza contare che c'è troppa
divergenza tra quello che esprime il mercato dei titoli di stato (rendimenti ai
minimi storici, quasi da grande depressione) e quello che osserviamo sul
mercato azionario. Attenzione a una
possibile fase di aggiustamento: se
l'economia andasse meglio del previsto, allora i tassi di interesse
inizierebbero a salire; questo deprimerebbe le quotazioni dei titoli
obbligazionari, ma impatterebbe nel breve anche sui mercati azionari che
dovrebbero tenere conto dello scenario di crescita dei tassi di interesse.


I neutrali


Fondo C (gestore long/short europeo con 500 milioni di
dollari in gestione basato a Londra):
"Le correlazioni tra i singoli titoli sono basse rispetto alle medie
osservate negli anni recenti: il mercato dunque si sta muovendo in modo molto
razionale. Credo che un mese di
correzione potrebbe però esserci, dato che la crescita globale è anemica e la
crisi del debito sovrano è meno virulenta, ma latente. I dati tecnici sono però
a favore del mercato azionario perché i tassi, vicino allo zero, continueranno
a spingere flussi verso i mercati azionari a danno del comparto obbligazionario.
Lo scenario di rallentamento in Cina, Europa e le deboli trimestrali delle
aziende cicliche potrebbero dunque innescare uno storno, ma non una vera e
propria fuga in maggio.»


Fondo D (long/short UK basato a Londra con 400 milioni di
dollari in gestione): "In effetti il mese di maggio storicamente è stato un
buon mese per liquidare gli investimenti: negli ultimi cinque anni, quattro
volte su cinque questa strategia ha pagato.
E' altrettanto vero che ci sono state delle eccezioni in corripondenza
di specifici eventi: quest'anno, per esempio,
se in maggio dovesse risolversi la questione italiana, potremmo
registrare un movimento positivo sul mercato europeo. In qualità di hedge fund
manager, non sono però guidato dalla direzionalità o ciclicità dei mercati
nella gestione del portafoglio: credo che l'alpha derivante dallo stock picking
sia tornato e penso anche che siamo solo all'inizio di questo trend. A
prescindere dall'effetto Halloween, è tornato profittevole analizzare i
fondamentali delle aziende."


Fondo E (fondo macro con circa un miliardo di dollari in
gestione basato a Londra): "Stiamo osservando un consolidamento sul mercato
azionario degli investitori istituzionali, con nuovi flussi in entrata, a causa
della scarsa attrattività offerta dal mondo obbligazionario. Bisognerà vigilare
su un possibile rallentamento dei dati Usa nei prossimi mesi. E' questa
variabile che seguiremo per impostare il portafoglio in maggio, piuttosto che
ispirarci allo storico detto. «


Gli ottimisti


Fondo F (gestore long/short Usa con un miliardo di dollari
in gestione basato a New York):
"Rimarremo investiti in maggio: siamo in un momento molto particolare
sia sotto il profilo economico - di ritorno alla crescita in Usa - sia sotto il profilo delle valutazioni
delle azioni rispetto alle obbligazioni. Credo anche che il rischio sistemico
sia contenuto, con tutte le Banche Centrali in fase di politica monetaria
espansiva.


Fondo G (long/short globale con un miliardo di dollari in
gestione basato a Londra): "Rimango molto positivo sui mercati azionari,
considerata l'enorme quantità di
liquidità in circolazione e, in assenza di alternative di investimento ,
con rendimenti interessanti."


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