Segre: "Petrolio a un bivio sopra argine psicologico 50 dollari"

Inviato da Redazione il Mar, 19/10/2004 - 10:20
La pazza corsa del petrolio mette in gioco la ripresa dei mercati azionari. Il petrolio ha rotto l'argine psicologico dei 50 dollari qualche giorno fa. E i fantasmi di uno shock tornano nuovamente a fare capolino sui listini, accendendo le scommesse di chi mette qualche risparmio in Borsa. Cosa si devono davvero aspettare gli investitori di fronte a questa situazione? Secondo Claudia Segre, responsabile Mercati emergenti Ubm, "la prima metà di ottobre ha visto la definitiva rottura della soglia psicologica dei 50 dollari sul contratto del futures americano del petrolio, cosiddetto West Texas, e nuovi fattori di tensioni emergere a sostegno del trend rialzista delle quotazioni del greggio che permangono così sui massimi storici". Il cocktail di fattori è ben chiaro al broker. "L'irrisolta pacificazione dell'Iraq, tifoni e tempeste tropicali nel Golfo del Messico, fine della tregua fra governo nigeriano e forza volontaria del popolo del delta del Niger, scioperi nelle piattaforme del Mare del Nord", ecco tutti i fattori contro cui punta il dito l'esperta. E ora? Due sono le strade percorribili dall'industria petrolifera, a detta della responsabile dei Mercati emergenti di Ubm, puntare verso la soglia dei 60 dollari oppure avviare una correzione del prezzo del greggio che garantirebbe un respiro di sollievo alla economia mondiale. "Questa seconda parte del mese a ridosso delle elezioni americane servirà, infatti, agli analisti a confermarsi nell'attesa di un prossimo obiettivo a 60 dollari del WTI a New York oppure di un consolidamento delle quotazioni del greggio al di sotto di questa ulteriore soglia di massimi come preludio ad una correzione, che permetterebbe alla crescita globale di tirare un sospiro di sollievo soprattutto sul lato consumi recentemente visti in calo", conclude Claudia Segre. Insomma i giochi sul fronte petrolio sono ancora aperti.
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