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Segno più sui listini di Eurolandia, Milano zavorrata dalle banche

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Borse europee positive dopo le indicazioni arrivate da Pechino. Nel quarto trimestre la crescita economica del dragone si è attestata al 6,8% annuo portando il dato annuo al 6,9%. Sempre per quanto riguarda i dati macro, calo inferiore alle attese per l’indice tedesco Zew, passato a gennaio da 16,1 a 10,2 punti (consenso 8,2 punti).

Al momento il Ftse100 segna un +2,09% mentre l’Ibex e il Dax salgono del 2,12%. Denaro anche sul Cac40, in aumento del 2,54%. A livello di singole performance spicca il +3,52% di Unilever che ha diffuso dati sulle vendite 2015 maggiori delle stime e +2,64% di Total dopo che l’Ad Patrick Pouyanne ha annunciato risultati in calo alla luce della continua debolezza del greggio. Il manager ha però subito precisato che la diversificazione delle attività permette al gruppo di fronteggiare shock di questo genere.

Guadagni più contenuti a Milano dove il Ftse Mib (+1,27% a 18.924 punti) risulta penalizzato dall’andamento dei bancari. Mps (-8,88%), la Popolare di Milano (invariata), la Popolare dell’Emilia Romagna (-5,75%), il Banco Popolare (-6,97%), Unicredit (-3,17%) e Ubi Banca (-1,83%) sono stati contattate dalla Bce per un’indagine sulla gestione dei crediti deteriorati.

+4,1% invece per Telecom Italia in scia alle indiscrezioni di stampa de “La Repubblica” sull’incontro di ieri tra Matteo Renzi, Pier Carlo Padoan e i vertici della Cassa Depositi e Prestiti sul tema del consolidamento del mercato delle telecomunicazioni. Al centro del dibattito, secondo il quotidiano, ci sarebbe stato l’attivismo di Orange, che sta preparando le nozze con Bouygues e che di recente ha fatto intendere di guardare anche a Telecom Italia. +0,67% per Salvatore Ferragamo e +2,14% per Tod’s nonostante la bocciatura a “sell” annunciata da Ubs.