Segno meno per l'euro, gli operatori preferiscono le valute rifugio

Inviato da Luca Fiore il Ven, 16/11/2012 - 16:14
Seduta interlocutoria per il mercato valutario. L'attesa degli operatori è rivolta da un lato alla Grecia, visto che manca ancora l'accordo per sbloccare la prossima tranche di aiuti, e dall'altro agli Stati Uniti, dove oggi partono le trattative che dovrebbero evitare il c.d. "fiscal cliff", il precipizio fiscale che colpirà la prima economia a inizio 2013 e che potrebbe penalizzare ulteriormente l'andamento dell'economia globale.

Il clima di generale incertezza è amplificato dall'ennesima crisi di governo in Giappone, dove il prossimo 16 dicembre si tornerà alle urne. Il grande favorito è Shinzo Abe, candidato del Liberal Democratic Party che ieri è tornato a chiedere una politica monetaria molto più aggressiva.

In questo contesto gli operatori stanno cercando protezione nelle valute rifugio: il cambio tra la moneta unica e quella nipponica scende dello 0,4% a 103,21 yen mentre quello con il biglietto verde arretra di mezzo punto percentuale a 1,2713 dopo esser salito a 1,278 nel corso della seduta in Asia.

Secondo Filippo Diodovich, analista di IG, il livello da tenere d'occhio è 1,266, "ultimo appiglio utile per scongiurare una caduta ben più rovinosa a 1,2607 e 1,2474, rispettivamente 50% e 61,8% del ritracciamento di Fibonacci del rialzo messo a segno tra fine luglio e metà settembre". "Segnali concreti di ripresa -continua Diodovich- arriveranno, invece, solamente con una perentoria vittoria della resistenza a 1,28, livello già attaccato senza successo nella sessione di ieri, circostanza che potrebbe introdurre una possibile ascesa fino ai target situati a 1,2880".
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