Segnali di deflazione dagli Usa: prezzi al consumo in caduta a ottobre

Inviato da Marco Barlassina il Mer, 19/11/2008 - 15:23

In ottobre i prezzi al consumo hanno registrato negli Stati Uniti un calo dell'1%. -0,1% il dato core. Gli analisti si aspettavano una contrazione dei prezzi dello 0,8% a livello headline e un +0,2% per il dato al netto di consumi alimentari ed energetici. Le variazioni annuali si sono dunque ridimensionate rispettivamente a +3,7 e +2,2%. Il dato complessivo è stato impattato dalla caduta del 14,2% del prezzo dei carburanti, mentre il dato core ha subito la discesa dei prezzi delle auto, soprattutto di quelle usate, e dei trasporti in generale.

Il dato conferma soprattutto la tendenza deflattiva osservabile un po' in tutto il mondo. Con deflazione si indica una diminuzione del livello dei prezzi. Si tratta dunque di un fenomeno opposto a quello dell'inflazione. Una discesa del costo della vita non può però essere considerata necessariamente una notizia positiva. La deflazione è infatti usualmente associata a una debolezza della domanda di beni e servizi. La ridotta domanda si traduce in un processo di ridimensionamento dei prezzi da parte dei venditori e in generale in minori ricavi per le aziende.
 
Non è un caso che una situazione di deflazione sia quella verificatasi a partire dagli anni '90 in Giappone in scia a una crisi bancaria e una riduzione del tasso di crescita che le autorità monetarie del Paese hanno cercato di arginare anche adottando una politica di tassi d'interesse zero. La deflazione si accompagna infatti tipicamente a un contesto recessivo dell'economia e a una scarsa circolazione di liquidità. Unici beneficiari di un contesto di inflazione sono i percettori di rendite fisse, che possono quindi contare su un potere d'acquisto maggiore.
 
Secondo il parere di un analista raccolto a caldo da Finanza.com il dato odierno rifletterebbe una compressione della spesa in consumi discrezionali che dovrebbe persistere anche nei prossimi mesi.
COMMENTA LA NOTIZIA