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Seduta interlocutoria in Europa. Milano chiude in rosso

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In lieve ribasso gli indici statunitensi. Il Dow Jones Industrial Average scende dello 0,30%, lo S&P500 dello 0,10% e il Nasdaq Composite dello 0,25%. Seduta caratterizzata da volumi sottili sulla scia della chiusura delle borse asiatiche (Hong Kong, Cina, Taiwan, Singapore e Malaysia per la celebrazione del nuovo anno lunare, Tokyo e Seul per altre festività). Regna la cautela sulle piazze azionarie anche per i pochi appuntamenti macroeconomici di particolare rilevanza. Anche le Borse europee evidenziano dei ribassi. Oggi nel pomeriggio si terrà il meeting dell’Eurogruppo dove si discuterà degli aiuti a Cipro e della situazione finanziaria della Grecia. Non è da escludere che si tratterà anche il tema dell’apprezzamento dell’euro sui mercati valutari in vista del G20 del weekend. Difficilmente comunque Francia e Germania riusciranno a trovare una visione comune sulle strategie da (non) attuare sulla moneta unica. E anche nel caso molto remoto che riuscissero a trovare un compromesso dovrebbero poi convincere Draghi che ha più volte ribadito il concetto d’indipendenza della BCE. Domani da seguire il collocamento dei titoli a brevissimo termine da parte dell’agenzia del Tesoro italiano che darà importanti indicazioni sul clima di fiducia degli investitori sul BelPaese.

Italia: FTSE Mib negativo, vicino a importanti supporti

A Piazza Affari il FTSE Mib ha terminato con un calo dello 0,60%, a quota 16530 punti. L’indice continua a evidenziare debolezza e fondamentale sarà la tenuta dei supporti compresi tra 16350 (dove al momento transita la trendline rialzista partita dai bottom estivi) e 16250 (zona di passaggio della media mobile a 100 sedute). Il cedimento di tali livelli sarebbe da interpretare come un segnale negativo, permettendo alle pressioni ribassiste di portare i prezzi a testare i sostegni situati a 15500. Forti acquisti su BPM, BPER e Mediobanca.

Valute: euro/dollaro sale sopra 1,34 dopo commenti di Weidmann

L’euro/dollaro risale al di sopra di 1,34 sulla scia delle dichiarazioni del presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, che ha sottolineato come la moneta unica non sia sopravvalutata. L’atteggiamento conservatore della Bundesbank non è una novità, non è, infatti, la prima volta che l’istituto centrale tedesco spinge per un immobilismo della BCE. Opinioni ben diverse invece in Francia, Spagna e Italia dove si vorrebbe porre un freno alla corsa della divisa di Eurolandia. Il cross è salito a 1,3420 avvicinandosi a 1,3460 (minimo del 5 febbraio), il cui superamento potrebbe allentare le recenti tensioni e creare i presupposti per un allungo in direzione di 1,3530 e 1,3575. Discorso ben diverso invece con il cedimento di 1,3353, preludio per una possibile flessione fino a 1,33.

Macro: pochi dati di particolare rilevanza

Sul fronte macro, non ci sono state cifre di particolare rilevanza.

Titoli di Stato: spread supera i 300 pb

Sul fronte governativo, il differenziale di rendimento tra il btp decennale italiano e il bund tedesco a 10 anni è salito sopra i 300 pb con il rendimento del decennale italiano in crescita al 4,62%. Da valutare attentamente l’esito del collocamento di domani. Le nostre attese sono fissate su un aumento dei rendimenti ma con bid to cover ratio ancora consistenti.

Commodity: oro in discesa.In leggero rialzo il petrolio

Tra le commodity, in lieve crescita il petrolio (WTI) a 95,90 dollari al barile. In forte calo l’oro a 1649 dollari l’oncia.

FILIPPO A. DIODOVICH
Market Strategist IG