Seduta in pesante rosso per Piazza Affari. Tonfo di Unicredit e Intesa SanPaolo, giù Parmalat nel giorno di chiusura dell'Opa -1

Inviato da Flavia Scarano il Ven, 08/07/2011 - 17:50
La Borsa di Milano ha terminato la seduta in forte ribasso, sprofondando sul finale sotto la soglia dei 19mila punti. A pesare i deludenti dati sul mercato del lavoro statunitense, che hanno registrato la più debole lettura degli ultimi 9 mesi, oltre a quelli riferiti al tasso di disoccupazione Usa, entrambi sotto le attese. Verso metà pomeriggio l'Eba (European Banking Authority) ha ufficializzato la data di presentazione dei risultati degli stress test svolti sulle principali banche europee. Sarà il 15 luglio. L'istituto diffonderà la sintesi dei risultati a partire dalle 18 in contemporanea con la comunicazione dei rispettivi risultati dalle singole banche. Dal fronte nazionale in evidenza la forte tensione sul debito italiano con lo spread tra il Btp italiano a dieci anni e il suo corrispettivo tedesco (Bund)) che ha segnato un nuovo record dall'introduzione della moneta unica. In questo quadro a Piazza Affari il Ftse Mib ha lasciato sul parterre il 3,47% a 19.049 punti, mentre il Ftse All Share è arretrato del 3,29% a quota 19.794.
Profondo rosso per il comparto bancario con Intesa SanPaolo (-4,56% a 1,654 euro) e Unicredit (-7,85% a 1,232 euro) che hanno toccato i minimi rispettivamente dal 20 marzo e dall'8 aprile 2009. Non va meglio al Banco Popolare (-6,46% a 1,42 euro) e a Bpm (-6,12% a 1,533 euro), entrambi i titoli hanno subito la sospensione del titolo. Giù del 5,84% a 3,58 euro Ubi Banca, del 3,24% a 6,42 euro Mediobanca e del 3% a 0,515 euro Mps. male anche il comparto del risparmio gestito con Mediolanum che ha ceduto il 3,32% a quota 3,026 e Azimut in calo del 5,61% a 5,72 euro.
In ribasso il titolo Parmalat (-2,26% a 2,504 euro) nel giorno della chiusura dell'Opa di lanciata da Lactalis il 23 maggio. La francese è salita oltre il 50% di Parmalat con un giorno di anticipo. Fino a ieri sera il gruppo caseario francese ha ottenuto l'adesione alla sua offerta di 198,2 milioni di titoli, pari a circa il 12% del capitale, assicurandosi il controllo definitivo del gruppo di Collecchio e portandosi non molto lontano dalla quota del 55% fissata dalla stessa Lactalis come soglia minima per il successo dell'offerta.
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