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Seduta in netto rialzo per Piazza Affari. Ottime performance per i bancari, giù Parmalat -1

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La Borsa di Milano è volata grazie alla super performance del comparto bancario. A Bruxelles, l’Eurogruppo è ad un passo dall’accordo per il secondo piano di salvataggio della Grecia. I capi di Stato e di Governo della zona euro hanno sancito che Atene è un caso grave ma unico nella sua gravità. Per quanto riguardo l’Italia, la manovra approvata la scorsa settimana dal Governo ha ricevuto la benedizione dell’Eurogruppo. E così lo spread tra il Btp e il Bund è sceso ulteriormente arrivando sotto quota 250 punti base. Le indiscrezioni dell’accordo franco-tedesco parlano della possibilità per il Fondo salva Stati di procedere ad operazioni di buy back dei bond greci sul mercato secondario. Inoltre, sempre secondo indiscrezioni, il piano dovrebbe prevedere il coinvolgimento delle banche nel salvataggio di Atene. In questo quadro a Piazza Affari il Ftse Mib ha guadagnato il 3,76% a 19.490 punti, mentre il Ftse All Share è avanzato del 3,42 a quota 20.141.
Brillante il comparto bancario, nonostante il downgrade subito dai maggiori isituti di credito italiani di Deutsche Bank. Sul Ftse Mib ha troneggiato Intesa SanPaolo che ha chiuso la seduta con un progresso del 9,54% a 1,803 euro. Ottime performance anche per Ubi (+9,97% a 3,84 euro), Unicredit (+9,95% a 1,38 euro), Banco popolare (+8,67% a 1,554euro), Bpm (+6,50% a 1,167 euro) e Mps (+7,62% a 0,544 euro). La banca senese ha annunciato ieri sera che l’aumento di capitale si è concluso con la sottoscrizione del 99,91% del totale delle azioni offerte, per un controvalore complessivo di 2.149.880.545,73 euro.
Conclude in rialzo la giornata STMicroelettronics (+1,18% a 6,41), dopo un pesante avvio. A mettere di cattivo umore l’azione in mattinata sono stati i risultati diffusi nella notte da ST-Ericsson. Il gruppo ha chiuso il secondo trimestre con una perdita netta a 221 milioni di dollari contro il rosso di 139 milioni dell’analogo trimestre nel 2010. In flessione il fatturato che si è attestato a 385 milioni contro i 544 milioni riportati un anno fa.