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Seduta a due velocità per Unicredit e Fiat, bene Piazza Cordusio giù il Lingotto

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Torna la calma sulle banche del Belpaese. Anzi quella che si respira è aria di rimbalzo in Borsa per due degli istituti più colpiti dalle vendite speculative degli ultimi giorni: Banco Popolare e soprattutto Unicredit. Merito anche di un generalizzato ritorno di fiducia sul settore bancario, il migliore in Europa davanti a materie di base e assicurazioni.


Seduta di segno specularmente opposto invece per Fiat, nonostante la conferma degli obiettivi 2008 da parte del suo a.d., Sergio Marchionne. Ecco così che Unicredit segna un rialzo del 2,38% a 2,88 euro dopo un massimo a 2,99 euro in rialzo di oltre il 5%, mentre Fiat segna una flessione del 2,67% a 8,39 euro.

Sul fronte Unicredit si registra un’accoglienza sostanzialmente positiva all’annuncio giunto ieri dall’agenzia Fitch che ha confermato il rating A+, riducendo però l’outlook a negativo. “Crediamo – scrivono ad esempio gli analisti di Euromobiliare – che la conferma del rating, visti i tempi, sia una notizia positiva”. Il Sole 24 Ore ha poi riportato la notizia del rischio del non esercizio di un bond convertibile Generali sottoscritto dalla banca milanese e che prevede un termine ultimo di conversione il prossimo 9 dicembre. Con uno strike fissato a 25,43 euro, Unicredit si troverebbe a esercitare la conversione nei confronti di un titolo che invece per effetto dei recenti ribassi di Borsa quota oggi poco sotto i 23 euro. Ma anche su questo fronte i commenti degli analisti sono rassicuranti, giudicando la posizione presumibilmente coperta da un derivato. Positivo anche l’effetto delle parole contenute in un’intervista rilasciata dal numero due di Unicredit, Paolo Fiorentino, al Messaggero. Intervista nella quale il manager ha escluso la svendita di asset e tagli ai dividendi.


Con riferimento a Fiat, Marchionne ha confermato oggi dal Salone di Parigi gli obiettivi al 2008, sottolineando però che per avere un’idea precisa sull’andamento del mercato nel prossimo anno bisognerà osservare l’evoluzione dei mercati finanziari nell’ultimo scorcio del 2008, per capire quali potranno essere le ripercussioni sull’economia reale. Il Lingotto paga dunque in Borsa le sempre più forti attese di una contrazione economica anche per il prossimo anno scontate dai mercati ed espresse ieri anche dal Fondo monetario internazionale. Non è un caso che lo stesso Marchionne abbia detto di prevedere un calo del mercato europeo tra il 2 e il 5% nel 2009.

 

(notizia aggiornata alle ore 14.40)