Seduta da dimenticare per Piazza Affari, il Ftse Mib chiude con un tonfo di oltre il 3%

Inviato da Alberto Bolis il Gio, 21/02/2013 - 17:43
Quotazione: TELECOM ITALIA
Quotazione: MEDIOBANCA
Quotazione: UNICREDIT GROUP
Quotazione: PARMALAT
Quotazione: MEDIASET
La Borsa di Milano ha chiuso la seduta in deciso ribasso iniziando a pagare il nervosismo pre-elettorale e le divisioni all'interno della Fed. Alcuni membri della Banca centrale Usa hanno proposto di acquistare un ammontare di asset inferiore rispetto agli attuali 85 miliardi di dollari mensili. La possibilità di una normalizzazione anticipata della politica monetaria della Fed ha tolto all'oro che si è portato sui minimi da luglio 2012. Standard & Poor's, che ha un outlook negativo sul rating del Belpaese (BBB+), ha fatto sapere che se dalle elezioni del 24-25 febbraio non uscirà una maggioranza chiara la crescita del Paese e le riforme sono a rischio. E così sul secondario lo spread Btp-Bund è arrivato in area 290 punti base. Nel pomeriggio la Bce ha fatto sapere di aver acquistato tra il 2011 e il 2012 102,8 miliardi di bond italiani, la quota maggiore tra i Paesi della zona euro che hanno beneficiato del programma Omt. In questo quadro a Piazza Affari l'indice Ftse Mib ha ceduto il 3,13% a 16.009 punti.

Mediaset è stata ancora colpita dalle vendite e ha archiviato la seduta con un ribasso del 5,71% a 1,734 euro. Secondo gli analisti il mutamento dello scenario politico è un potenziale rischio per la società di Cologno Monzese. Il rialzo dello spread si è riflesso, come spesso accade, sui titoli del comparto bancario: Ubi Banca ha ceduto il 5,15% a 3,462 euro, Monte dei Paschi il 4,35% a 0,221 euro, Mediobanca il 3,96% a 5,22 euro, Unicredit il 4,30% a 4,048 euro, Popolare di Milano il 3,56% a 0,542 euro, Intesa SanPaolo il 4,07% a 1,32 euro. Ennesima seduta da dimenticare per Telecom Italia (-3,79% a 0,583 euro) che è scivolata sotto quota 0,60 euro toccando i minimi dal lontano 1997. Vendite anche sulla galassia Agnelli: Fiat è arretrata del 4,14% a 4,122 euro, mentre Exor ha lasciato sul parterre il 4,17% a 21,38 euro. In decisa controtendenza Parmalat (+2,24% a 1,871 euro) che ha sfruttato un articolo de Il Sole 24 Ore secondo cui l'azienda di Collecchio potrebbe decidere di proporre un dividendo straordinario di 0,10 euro per azione.
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