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Seduta da dimenticare per Piazza Affari, Ftse Mib chiude con un -2,2%. Banche in caduta

QUOTAZIONI Cnh Industrial
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Piazza Affari ha chiuso in deciso ribasso una settimana deludente, soprattutto per quanto riguarda i titoli del comparto bancario che hanno confermato ancora una volta di essere l’anello debole del listino milanese. Negli Stati Uniti è proseguito il dibattito sulle prossime mosse di politica monetaria della Federal Reserve. Dopo Dudley oggi anche John Williams, presidente della Fed di San Francisco, ha dichiarato di essere convinto dell’opportunità di un possibile rialzo dei tassi d’interesse già a settembre. Debole l’andamento di Wall Street con il petrolio che sta ritracciando dopo l’exploit delle ultime sedute. In questo quadro a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha ceduto il 2,18% a 16.310 punti.

Pioggia di vendite sui titoli del comparto bancario: Popolare dell’Emilia Romagna ha ceduto il 5,79% a 3,222 euro, Popolare di Milano il 5,26% a 0,347 euro, Banco Popolare il 4,86% a 2,076 euro, Intesa SanPaolo il 3,79% a 1,829 euro, Ubi Banca il 4,89% a 2,18 euro e Unicredit il 6,30% a 1,934 euro. Sotto pressione anche gli assicurativi con Generali e Unipol che hanno lasciato rispettivamente sul parterre il 3,23% a 11,09 euro e il 4,70% a 2,354 euro. CNH Industrial (-0,96% a 6,70 euro) non ha sfruttato il report odierno di Goldman Sachs che hanno confermato il titolo del Lingotto nella loro “Conviction List Buy”, la selezione dei titoli più promettenti. Gli esperti della banca d’affari hanno alzato il prezzo obiettivo su CNH Industrial da 8,3 a 10 euro.

E’ rimasta sotto i riflettori Mediaset (-2% a 2,746 euro). Sulla partita per Mediaset Premium, tra una possibile nuova offerta di Vivendi dopo il clamoroso dietrofront di fine luglio, quando fece sapere ai vertici di Cologno Monzese di non voler rispettare il contratto stipulato lo scorso 8 aprile, è rispuntato oggi il nome di Telecom Italia. Secondo La Repubblica, una possibile soluzione per la pay-tv del Biscione potrebbe infatti essere l’entrata del gruppo tlc con una quota di minoranza, permettendo così a Mediaset e Vivendi di rimanere con una quota attorno al 30-33% a testa e di non consolidare “line-by-line” Premium a bilancio.