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Secca flessione per Eni, in forze Telecom, ST e FonSai

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All’interno del paniere delle 40 blue chip nostrane, giornata fondamentale per Eni, che tuttavia si è distinta in negativo (-2,30%), accusando la perdita più consistente tra i non molti titoli in rosso. Il gruppo del colosso del Cane a sei zampe a inizio giornata ha reso noto di avere chiuso il 2005, secondo i dati preliminari esaminari dal consiglio di amministrazione, con un utile netto di 8,8 miliardi di euro, in progresso del 24% rispetto al 2004. Ma Eni ha anche alzato il velo sul piano industriale 2006-09, presentato alla comunità finanziaria nel corso del pomeriggio. E sembra che a non piacere al titolo del gruppo petrolifero siano state alcune notizie giunte proprio dall’incontro. Il nuovo piano industriale si pone come come obiettivo quello di superare al 2009 la produzione di 2 milioni di barili di petrolio al giorno, con un tasso di crescita medio annuo del 4% rispetto al 2005. Ma in occasione della presentazione l’amministratore delegato del colosso del Cane a sei zampe, Paolo Scaroni, ha spostato lo sguardo oltre il 2009 e ha spiegato che “guardando oltre il 2009 e fino al 2012 il tasso di crescita medio annuo della produzione petrolifera dovrebbe attestarsi intorno al 3%”. Pare che questa sia stata una delle news non particolarmente apprezzate dal mercato, che ha così deciso di penalizzare l’azione in Borsa. Restando all’interno del gruppo dei pochi titoli in ribasso, soltanto Fideuram è scesa di oltre l’1%. Dall’altra parte della barricata, guadagni superiori ai tre punti percentuali per Fondiaria-Sai, galvanizzata dalla revisione al rialzo degli utili per azione operata da Goldman Sachs, Telecom Italia, che ha beneficiato dei buoni risultati della spagnola Telefonica, e ST Microelectronics, sull’onda dell’andamento molto positivo dell’indice Sox statunitense e anche del buon giudizio di una casa d’affari su una nota società del settore chip.