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Seat Pg: Majocchi, probabile in Germania acquisizione coerente con nostro business

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L’amministratore delegato di Seat pagine gialle, Luca Majocchi, ha presentato questa mattina alla comunità finanziaria il nuovo piano industriale 2008-2010, che segna il passaggio da un periodo di turnaround a una nuova fase di crescita. “I risultati del primo trimestre appena comunicati – ha commentato l’a.d. – mostrano il lavoro fatto negli ultimi tre anni e il business plan mostra che possiamo fare ancora di più perché il settore cartaceo può crescere mentre ora è ancora stabile”.

 

Il piano per il periodo di riferimento stima una crescita dei ricavi consolidati tra il 4,5 e il 5,5%, un miglioramento del margine operativo lordo (Ebitda) tra il 4 e il 5%, spese per investimenti (Capex) tra i 190 e i 200 milioni di euro, un cash flow operativo compreso tra gli 1,8 e gli 1,9 miliardi di euro e un free cash flow nel range 0,8-0,9 miliardi. Per quanto concerne quest’ultimo punto, nel corso della conferenza stampa, Majocchi ha spiegato che la società intende usarlo per crescere attraverso acquisizioni ma anche per ricompensare gli azionisti attraverso il dividendo.”Esiste la possibilità di utilizzare il cash flow – ha detto – per procedere ad acquisizioni mirate e finalizzate alla creazione di valore, che siano però coerenti con il nostro modello, ma i flussi di cassa verranno usati anche per i dividendi”.

 

La strategia internazionale di Seat è incentrata sull’applicazione del modello di business italiano e del know-how delle altre società del gruppo, per espandere la propria presenza in Europa. Dovrebbe avere quindi proprio questa finalità la possibile acquisizione in Germania di cui ha parlato l’a.d. ai giornalisti: “In Germania potremmo fare un’acquisizione perché in questo Paese dobbiamo fare ancora il grande salto, ma dobbiamo fare dei ragionamenti anche in Francia e Inghilterra”. Tra l’altro, in territorio tedesco, ha lasciato intendere Majocchi, è più facile che Seat proceda a nuove acquisizioni piuttosto che decida di riacquistare le partecipazioni di minoranza di Telegate. Valicando i confini europei, l’a.d. di Seat ha fatto sapere che in un futuro piuttosto prossimo potrebbero risultare interessanti anche la Cina e l’India, mentre in Turchia la società sta mettendo a punto una joint venture che potrebbe fruttare flussi di cassa nell’ordine di 15-20 milioni di euro nel triennio. “Non occorre molto denaro per svilupparsi in questo mercato – ha affermato il timoniere di Seat parlando della Turchia – ma ci vogliono soprattutto conoscenze per aggredirlo al meglio”.

 

Per la sola Seat pagine gialle spa sono invece previsti nel business plan 2008-2010 ricavi totali in crescita tra il 5,5 e il 6,5% e un Ebitda in ascesa tra il 4 e il 5%. “Il Capex previsto dal piano sarà utilizzato soprattutto per Seat spa – ha precisato durante la presentazione il direttore finanziario del gruppo media, Maurizia Squinzi – e un terzo di questo ammontare sarà impiegato per il business di internet”.

 

Rispondendo poi a una giornalista che domandava se ci fosse l’eventualità di un matrimonio con una grande società, Majocchi non si è detto affatto contrario alla cosa, anzi, ha riferito che per Seat una operazione simile avrebbe un senso industriale, ma “in queste cose non decidono gli a.d., la parola spetta soprattutto agli azionisti di controllo”. E a proposito di azionisti, Majocchi, in merito alla possibilità di una uscita dei fondi di private equity dal capitale, ha fatto sapere che poco cambia per il gruppo, che continuerà nel suo lavoro “con serenità”.

 

Intanto a Piazza Affari le azioni delle Pagine gialle non sembrano prendere troppo bene le notizie arrivate in mattinata e nel pomeriggio si lasciano alle spalle il 2,51%, attestandosi a 0,4665 euro.