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Sea: manifestazioni di interesse per quota ASAM. Zizza: Gamberale considerato come gli altri

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“Non possiamo fare nomi, ma le manifestazioni di interesse ci sono e quindi speriamo ci saranno anche delle offerte”. Lo ha detto Carmen Zizza, consigliere delegato di ASAM, la holding delle infrastrutture partecipata dalla Provincia di Milano, che, dopo la fallita Ipo di Sea, ha deciso la vendita del proprio 14,6% nella società degli aeroporti milanesi.
 
Il bando d’asta, indetto in tempi molto stretti (ma in modo conforme alla legge, come tiene a spiegare il consigliere di ASAM), si chiuderà alle 12 del 27 dicembre, e alle 15 di quello stesso giorno si terrà la valutazione delle offerte pervenute, con eventuale aggiudicazione. Il prezzo proposto è di 4,4 euro per azione, ma esiste la possibilità di presentare offerte al ribasso, che potrebbero venire accettate nel caso non impattino eccessivamente sul bilancio societario.
Come mai tanta fretta di vendere, e ad un prezzo superiore a quello proposto nella quotazione di Sea andata a monte? La motivazione principale è l’esigenza, sia da parte di ASAM che da parte della Provincia, di dismettere la quota per fare cassa, in modo da rispettare i parametri della spending review e del patto di stabilità. La ragione del prezzo risiede invece nel fatto che la valutazione è stata fatta non rispetto al prezzo proposto in quotazione, ma rispetto al bilancio ASAM. “Non esiste ancora un limite minimo della forchetta di prezzo”, ha precisato il consigliere delegato, “poiché i dati completi del bilancio societario arriveranno solo alla fine dell’anno”.
Dati che andranno mediati anche con la disponibilità della Provincia di Milano a sopportare un’ulteriore offerta al ribasso, che non è ancora chiara, dato che il dietrofront sulla legge di abolizione delle province ha scombinato le carte in tavola anche in questo senso. Comunque, se le eventuali offerte al ribasso svalutassero eccessivamente il valore della quota, ha significato Zizza, l’operazione potrebbe anche non andare in porto. “Il male minore in quel caso sarebbe lo sforamento del patto di stabilità“, ha detto il consigliere.
Sull’operazione aleggia lo spettro del contenzioso in corso con il fondo F2i di Vito Gamberale, uno dei principali fautori del fallimento dell’Ipo di Sea, la quale ha reagito presentando esposti alla Consob perché venga accertata la responsabilità del cattivo esito dell’offerta. Il fondo, già proprietario di circa il 30% degli aeroporti milanesi (acquistati al prezzo di 5,17 dollari per azione) ha infatti contestato l’incompletezza del prospetto informativo dell’offerta, e ha ostacolato tramite esposti alla Consob un’operazione che gli avrebbe imposto un’eccessiva minusvalenza: l’Ipo partiva infatti da un minimo di 3,2 e arrivava ad un massimo di 4,3 euro.
Nonostante qualche giorno fa F2i abbia bollato come “pure illazioni” le voci su un possibile interesse ad aggiungere il 14,6% di ASAM al 30% già posseduto, esiste comunque la possibilità che un’offerta venga manifestata anche da quella parte. Finanza.com ha quindi chiesto cosa accadrebbe in quel caso. “L’offerta di F2i sarebbe trattata come tutte le altre, Gamberale per noi è un soggetto come gli altri“, ha replicato Carmen Zizza. “Eventuali implicazioni saranno valutate nelle sedi di competenza”.
“ASAM non ha mai prestato il fianco ai fatti turbolenti che sono avvenuti”, aggiunge Zizza. “Non ci sottraiamo ad eventuali responsabilità che possiamo aver avuto, ma al momento i fatti non hanno avuto ricadute su di noi se non a livello psicologico. Penso solo che a livello nazionale quanto è successo non sia stato bello, soprattutto se visto con gli occhi di eventuali investitori esteri”.