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Sea, F2i si aggiudica l’asta dopo l’Ipo mancata

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F2i con 147 milioni di euro si è aggiudicata il 14,6% di Sea messo in vendita da Asam, la Holding delle partecipazioni societarie facenti capo alla Provincia di Milano ed operanti nel settore delle infrastrutture destinate alla mobilità integrata ed alla tutela dell’ambiente. Il Fondo guidato da Vito Gamberale, già socio di rilievo nell’azionariato della società che gestisce gli scali aeroportuali milanesi, ha arrotondato la propria quota comprando le 36.394.210 azioni in vendita a un prezzo inferiore a quello fissato come base d’asta. Il bando collocava tale valore a 160.134.524 euro, ossia un prezzo unitario per azione di 4,40 euro.
Gamberale, che ha pagato il titolo 4,039 euro ( l’8,2% in meno della base d’asta), ha così sfruttato appieno la possibilità offerta dal bando di poter inviare offerte a prezzi più bassi. Si tratta di una modalità inusuale per un’alienazione pubblica di prestigio Made in Italy, Asam si era tuttavia riservata il diritto di verificarne la congruità.
La vicinanza con la fine del 2012 ha dunque spinto gli enti locali lombardi ad accettare l’unica proposta d’acquisto pervenuta. Se non altro perché sull’operazione aleggiava l’esigenza, sia da parte di Asam che da parte della Provincia di Milano, di dismettere la quota per fare cassa, in modo da rispettare i parametri della spending review e del patto di stabilità. A dichiararlo nei giorni scorsi era stata, in una conferenza stampa appositamente indetta, Carmen Zizza, consigliere delegato della holding e responsabile del procedimento per l’alienazione della partecipazione azionaria detenuta in Sea.
Dopo la conclusione dell’asta, indetta nel periodo tra il 7 e il 27 dicembre, Zizza assumerà la carica di direttore generale. Il Consiglio di Amministrazione, che si è adeguato all’obbligo imposto da un decreto del luglio scorso alle società controllate dagli enti pubblici di nominare tre consiglieri, ha nominato Presidente Claudio Azzolini e consiglieri di amministrazione Alberto di Cataldo e Antonio Infosini. Il primo in rappresentanza della provincia di Milano, il secondo di quella di Monza e della Brianza.
“Sono molto soddisfatta dell’esito dell’asta”,  ha dichiarato Carmen Zizza, enfatizzando in un clima pre-elettorale anche in Lombardia come ” tutta la procedura si è svolta nel pieno tracciato normativo e nel rispetto delle procedure”.  Il giudizio sulla cifra ricavata, a suo dire, è positivo. “Abbiamo fatto un buon lavoro, cogliendo in pieno l’obiettivo di salvaguardia dei presupposti che la spending review ci imponeva”, ha chiosato la manager.
Soddisfazione per il risultato ottenuto anche da parte di Guido Podestà, presidente della provincia di Milano, che a sua volta ha evidenziato come “si è lavorato con serietà e nel pieno rispetto degli obblighi di dismissione previste dalla legge per gli Enti locali con tutti gli attori coinvolti”. L’obiettivo dichiarato, anche in questo caso, è stato quello “di giungere alla miglior valorizzazione del pacchetto azionario di Sea in Asam”. Di certo, in questo affare il valore tempo, con il calendario sempre più tinto di 2013, è stato un fattore importante e favorevole per i compratori interessati a spuntare un prezzo più basso.
Chissà ora come evolverà la gestione della convivenza tra Gamberale e i rappresentanti della Provincia e ancor più del Comune di Milano. Subito dopo il fallimento dell’Ipo dello scorso 7 novembre, evento nel quale alcune dichiarazioni di F2i fecero particolare scalpore raffreddando l’interesse della comunità finanziaria verso Sea, il sindaco Pisapia dichiarò che “chi ha tentato di turbare il mercato e ha fatto ricorsi infondati se ne assumerà tutte le responsabilità”.