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Scure di Moody’s sul Portogallo, rating tagliato di due livelli ad A1

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La scure di Moody’s si è abbattuta sul Portogallo. L’agenzia di rating ha declassato di due livelli il rating del Paese lusitano da Aa2 ad A1, confermando l’outlook stabile. Secondo Moody’s le prospettive di crescita economica di Lisbona sono destinate a rimanere deboli e il rapporto debito/Pil potrebbe sfiorare il 90%. La tenuta del debito sovrano portoghese era finita sotto osservazione lo scorso maggio: “un possibile declassamento considererà l’eventuale riposizionamento del rating del Portogallo per riflettere il deterioramento potenziale continuo della metrica del debito pubblico”, aveva avvertito Anthony Thomas, vice presidente senior della divisione di Moody’s che si occupa del rischio del debito sovrano.


Il taglio di Moody’s su Lisbona arriva in una giornata cruciale per capire la reale tenuta dei Paesi periferici dell’Eurozona e delle capacità di assorbimento titoli del mercato obbligazionario europeo. La Grecia tornerà infatti sul mercato dei capitali per la prima volta dall’aprile scorso. Lo farà con un’emissione di bond con scadenza a 26 settimane del valore di 1,25 miliardi di euro. Ieri inoltre Atene ha varato il Fondo di stabilità finanziaria da 10 miliardi di euro, già inserito nel piano di prestiti targato Ue-Fmi, per le banche in difficoltà.

Tornando sulla penisola iberica, le cause della deriva portoghese sono da ricercare tra le mura domestiche. L’indebolimento delle finanze di Lisbona riflette, infatti, il fallimento dei governi del Paese nel limitare il deficit pubblico da quando il Portogallo ha fatto il suo ingresso nell’Eurozona. Ma non è tutto perduto. A fine maggio, il governo di Lisbona ha varato un piano di austerity che dovrebbe far rientrare il deficit pubblico al 7,3% nel 2010 (dal 9,4% del 2009) e al 4,6% nel prossimo anno. Il pacchetto prevede il taglio del 5% degli stipendi pubblici e un aumento dell’imposta sui consumi.


Frena la moneta unica. La divisa comune viene scambiata a 1,2530 dollari, in flessione dello 0,58% rispetto a ieri. La notizia del downgrade di Moody’s sul rating del Portogallo sta pesando sul mercato delle valute. “Si tratta di una bocciatura che peserà sull’euro nel breve termine e che non promette nulla di buono per gli stress test in programma fra due settimane”, commenta David Tinsley, economista della National Australia Bank. La bocciatura di Lisbona non ha causato, invece, grandi scossoni sulle piazze finanziarie, che proseguono caute in attesa dell’indice Zew tedesco. A Piazza Affari il Ftse Mib guadagna lo 0,2% a 20.558 punti. In rialzo anche Parigi (+0,48% a quota 3.584,37), Francoforte (+0,52% a 6.108,49 punti) e Madrid (+0,13% a quota 10.070). Il differenziale tra il bond portoghese a dieci anni e il corrispettivo tedesco (Bund) viaggia su livelli alti a 286 punti base, ma ancora lontani dai massimi (348 pb) toccati agli inizi di maggio. Il rendimento del bond portoghese decennale è al 5,44%.