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Screen Service e l’avventura a Piazza Affari: Saleri, con l’Ipo diventiamo contendibili

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Screen Service, realtà imprenditoriale attiva nella progettazione, produzione e commercializzazione di apparati per la radiodiffusione televisiva, fa il grande salto, verso Piazza Affari. Il gruppo bresciano si è sintonizzato sulle frequenze della Borsa milanese, dove il primo collegamento dal telematico è previsto il prossimo 11 giugno. Oggi intanto è partita l’offerta pubblica di pubblica di vendita e sottoscrizione targata del gruppo bresciano. Per chi vorrà dire sì all’opvs di Screen Service verranno collocate 69.250.000 azioni ordinarie, oltre il 50% del capitale. Un’operazione che ha il sapore del flashback per il management di Ssbt: il gruppo dopo il collocamento tornerà infatti ad essere contendibile. Una “situazione” non nuova a Giovanni Saleri, amministratore della società. “Il management opera da diversi anni in minoranza: il 60% di Screen Service è nelle mani dei fondi. Siamo abituati a lavorare così e non ci vogliamo precludere alcuna strada”, dice il numero uno del gruppo. Nella società bresciana ha investito nel settembre 2004 il fondo di private equity Cape Natexis di Simone Cimino che detiene il 58,3% di Screen Group Spa, holding che controlla il 94,54% di Screen Service Broadcasting Technologies. Cimino ha escluso a margine della presentazione dell’Ipo di voler uscire dalla società.