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Scott (Nomura): nel 2012 poco probabile il collasso dell’Eurozona

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Nella tempesta perfetta che è la crisi dalla quale con fatica l’economia globale cerca di uscire il primo fulmine è stato la caduta di Lehman Brothers nel settembre 2008. Oltre tre anni dopo Ian Scott, global head of equity strategy di Nomura si chiede se il fulimine colpirà di nuovo. Sebbene di solito non sia possibile prevedere dove cadrà, stavolta ci sono parecchi indizi che restringono il terreno all’Europa, in particolare a Grecia e soprattutto Spagna e Italia.

Quanto è probabile che nel Vecchio continente si verifichi un default di nazioni del calibro di Italia e Spagna o che l’Eurozona si spacchi? “Stabilire una misura di probabilità che accada un evento grave come è stato il collasso di Lehman Brothers è molto difficile. Penso comunque che sia una probabilità bassa”. Un’introduzione all’insegna dell’ottimismo: “In primo luogo – prosegue Scott – non ci aspettiamo un default di grandi dimensioni o un collasso dell’euro nel 2012. In secondo luogo le implicazioni economiche della bancarotta di Lehman Brothers hanno preso di sorpresa autorità e mercati. Ora che si è visto quanto serie possano essere le conseguenze di eventi di questo genere, credo che la risposta delle autorità sarebbe davvero molto forte. Ecco perché crediamo che una nuova Lehman sia improbabile”.

Rischio limitato che apre di conseguenza possibili interessanti prospettive per l’azionario europeo: “L’Europa attualmente è ancora un grande punto interrogativo – riprende Scott – ma credo che vedremo la Banca centrale europea incrementare i suoi sforzi e questo allevierà le preoccupazioni del mercato”. Tuttavia prima di adottare un Quantitative easing vero e proprio o mascherato sarà necessario soffrire ancora: “Credo che una politica di questo genere verrà implementata solo nel momento in cui diventerà consistente con il mandato di lungo termine della Bce, la stabilità dei prezzi. Sotto questo aspetto la discesa dell’inflazione e l’avvicinamento di evidenti rischi di deflazione saranno la premessa necessaria”.

Le buone opportunità in Europa nel 2012 non mancheranno anche per un’altra ragione, l’outlook economico. Pur in uno scenario poco confortante che vede alcuni Paesi già in recessione e lo stesso intero continente a rischio di contrazione del Pil “il nuovo anno non sarà negativo come è stato il 2009. Se consideriamo che molte azioni – spiega lo strategist di Nomura – quotano a multipli di valutazione simili a quelli visti a cavallo del 2008/2009 e se la nostra previsione economica è corretta, allora il Vecchio continente riserverà belle sorprese”.

I settori più interessanti saranno quelli ciclici, l’acciaio, le materie prime, i materiali da costruzione, i produttori di auto e alcune compagnie nel campo della logistica e trasporti. Meglio tenersi lontani, per contro, da prodotti di consumo, alimentari e bevande.
Se l’Europa merita attenzione, in praticolare la Germania, le migliori prospettive sono invece attribuite ai mercati emergenti. Nomura un anno fa aveva raccomandato di sottopesare i mercati emergenti. “A inizio settembre abbiamo ribaltato il giudizio e abbiamo attualmente una raccomandazione overweight per il 2012. L’inflazione è in discesa e crediamo che i tassi di interesse e le politiche monetarie potranno essere allentate, come già sta accadendo per esempio in Cina. Inoltre il 2011 è stato un anno di fuoriuscita di capitali da questi mercati. In passato gli anni seguenti a quelli di flussi in uscita si sono rivelati un buon momento per acquistare”.

Solo in coda alle preferenze di Ian Scott arrivano gli Stati Uniti che saranno impegnati quest’anno nella campagna per le elezioni presidenziali di novembre. “Non siamo negativi sugli Stati Uniti – precisa Scott – ma preferiamo sovrappesare altre regioni. Inevitabilmente le elezioni genereranno incertezza”.