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Scontro totale tra TIM e Vivendi, ecco la risposta in 4 punti alle critiche del socio francese

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Dura replica del cda di Tim agli attacchi arrivati dal socio Vivendi. Nel giorno della sfiducia all’ad Amos Genish (domenica 18 novembre previsto un cda per la nomina del successore) TIM diffida il socio Vivendi (che risulta primo azionista con quasi il 24%), WanSquare e Yves de Kerdrel dal diffondere ulteriori notizie false e fuorvianti, che hanno l’unico effetto di danneggiare la società e tutti i suoi azionisti formulando in proposito ogni più ampia riserva. Tim precisa poi che la maxi-svalutazione da 2 miliardi, fortemente criticata da Vivendi, decisa settimana scorsa è stata implementata dallo stesso Genish, designato dai francesi.

In una lunga nota TIM precisa, in riferimento alle dichiarazioni diffuse da Vivendi in data 8 novembre (tramite alcuni suoi portavoce) e 5 settembre 2018 (mediante apposito comunicato stampa), nonché con riferimento all’articolo pubblicato il 9 novembre 2018 su www.WanSquare.com a firma di Yves de Kerdrel e intitolato “Elliott manipule maintenant les comptes de Telecom Italia” (“Elliott manipola adesso i conti di Telecom Italia”), che il cda della tlc italiana è stato nominato in sostituzione di un consiglio venuto meno per effetto delle volontarie dimissioni dei consiglieri nominati da Vivendi rassegnate al fine di evitare la revoca di una parte di essi chiesta in considerazione di gravi carenze di governance. Inolotre il cda è interamente composto da soggetti indipendenti rispetto ai fondi di investimento gestiti da Elliott; TIM ha mantenuto come amministratore delegato Amos Genish (designato dal socio Vivendi), il quale aveva accettato di rimanere in carica a condizione che fosse confermato (come in effetti è accaduto) il piano industriale approvato dal precedente consiglio di amministrazione, sotto la direzione e il coordinamento di Vivendi e composto per la maggioranza da consiglieri designati da quest’ultima.

 

In secondo luogo, TIM precisa che l’amministratore delegato Amos Genish ha svolto il suo lavoro in continuità rispetto al passato, perseguendo, senza raggiungerli, gli obiettivi indicati nel piano industriale da lui stesso predisposto in coordinamento con il socio Vivendi, con il conseguente obbligo per l’attuale Cda di procedere alle svalutazioni riportate nel resoconto intermedio di gestione al 30 settembre 2018.

 

La terza precisazione è in merito alla necessità di procedere a tali svalutazioni che “non è quindi dovuta a una disorganizzazione della società o al fallimento della nuova governance, come insinuato da Vivendi, ma all’implementazione da parte di Amos Genish (designato dal socio Vivendi) di scelte industriali riconducibili allo stesso socio Vivendi”.

 

In ultimo, relativamente alle dichiarazione di Vivendi di “deplorare” la decisione di non convocare l’assemblea dei soci per procedere al rinnovo dei revisori, si precisa che trattasi di dichiarazione non veritiera (non avendo ancora il Cda assunto una decisione a tale riguardo) e fuorviante (attesa l’inesistenza di alcuna norma che imponga la nomina dei revisori in data anteriore all’assemblea che sarà convocata per l’approvazione del bilancio al 31 dicembre 2018).

 

Vivendi su sfiducia a Genish: mossa cinica e metodo vergognoso

La sfiducia all’ad di Tim, Amos Genish, non è andata giù a Vivendi. “Mossa cinica, pianificata in segreto, per destabilizzare Tim”, ha rimarcato un portavoce della tlc francese nel giorno del ribaltone in casa Tim che porterà il prossimo 18 novembre a un nuovo cda per la scelta del futuro amministratore delegato. Vivendi pone l’accento sul “metodo vergognoso”, poichè la sfiducia è arrivata mentre l’ad Genish era dall’altra parte del mondo (era a Seoul per firmare la partnership con Samsung nel 5G).

 

A questo punto Vivendi, primo azionista di Tim con quasi il 24%, potrebbe chiedere la convocazione di una nuova assemblea per cercare di riprendersi la maggioranza in cda, attualmente espressione del fondo Elliott.