Schroders: view positiva sul comparto dei petroliferi

Inviato da Alessandro Piu il Lun, 24/07/2006 - 14:17
Nonostante il prezzo del barile di petrolio sia arretrato fino a scendere sotto i 74 dollari al barile, (il Wti a New York), l'attenzione del mercato sul tema rimane sempre accesa sia perchè non accennano a placarsi le tensioni Mediorientali tra Israele e Libano, sia per il timore con cui si guarda all'avvicinarsi del picco della stagione degli uragani. Craig Pennington, Global energy portfolio manager di Schroders Investment, non ritiene però che le minacce provenienti dall'Iran, pronto a intervenire in caso di attacchi contro la Siria, potrebbero portare a impatti gravi sul prezzo dell'oro nero. "Perchè ciò accada - si legge in un recente report del gestore - l'Iran dovrebbe tagliare le esportazioni e non credo che questa azione possa essere considerata un'arma in quello che comunque è un problema a livello regionale. La produzione di petrolio non ha finora subito impatti da quanto sta succedendo in Libano". A ciò si aggiungono le pressioni per porre fine al conflitto da parte di Stati Uniti, delle Nazioni Unite e delle nazioni G8, le quali potrebbero portare verso una risoluzione in un futuro non lontano. "Credo che una risoluzione verrebbe accompagnata da un ritracciamento delle quotazioni del greggio verso la parte bassa dei 70 dollari o quella alta dei 60". Nonostante ciò la view di Schroders sul comparto dei titoli petroliferi rimane positiva: "I risultati del secondo trimestre dell'anno sono previsti su livelli record con probabili stime positive per gli obiettivi dell'intero esercizio" conclude Pennington che aggiunge: "Siamo vicini al momento di picco per la stagione degli uragani nel Golfo del Messico e poi l'attenzione si sposterà sulla forte domanda invernale per il quarto trimestre 2006 e il primo del 2007".
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