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Schroders: il Ftse 100 torna sopra 6.000 punti

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L’indice guida della principale Borsa del Vecchio continente, il Ftse100, ha festeggiato oggi il ritorno sopra i 6.000 punti, evento che non è passato inosservato agli esperti di Schroders Investment. Sebbene i massimi del Bull market degli anni ’90 siano ancora lontani (6.999 punti), il Ftse 100 ha guadagnato oltre l’80% dai minimi del 2003. E i fondamentali che ne hanno guidato la crescita sono ancora attivi. “Nonostante il rallentamento dell’economia domestica – spiegano da Schroders – molte compagnie britanniche sono oggi in una posizione migliore di quanto non lo siano mai state in tutti questi anni e beneficiano della disciplina nel contenimento dei costi applicata durante le difficoltà di inizio secolo”. La maggiore efficienza raggiunta da queste compagnie è evidenziata anche dalla loro attrattività. “Nello scorso anno – riprendono da Schroders – società di venture capital e d’Oltreoceano hanno battuto il mercato britannico alla ricerca di potenziali prede appetibili e questo anche ha contribuito alla crescita delle quotazioni”. Il tutto contrasta però con un’economia in fase di rallentamento tanto che la BoE ha, qualche mese fa, tagliato i tassi di interesse. “Ma l’economia inglese non va confusa con il mercato azionario” chiarisce Richard Buxton, a capo dell’azionario britannico. “Il mercato azionario della Gran Bretagna è fortemente diversificato da molto tempo e la percentuale di profitti generati fuori dalla Madrepatria è costantemente cresciuto negli ultimi anni fino a raggiungere circa il 60% del totale profitti”. Un tono di cautela viene tuttavia ricordato da Andy Brough, manager di Schroder Isf European Dynamic Growth: “La forte crescita che si è avuta nelle quotazioni deve consigliare cautela e bisogna fare molta attenzione a selezionare le azioni giuste come quelle di compagnie finanziariamente e managerialmente forti”.