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Schiarita in Brasile per Telefonica-Telecom Italia

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Partenza al rialzo per Telecom Italia e Pirelli a Piazza Affari. Il titolo della compagnia telefonica guadagna lo 0,70% circa mentre quello della società degli pneumatici avanza di oltre l’1%. Merito della sentenza emessa ieri dal giudice della corte federale brasiliana, Joao Luiz de Souza, che ha avvicinato una soluzione positiva del nodo Tim Brasil-Vivo.


Il giudice di primo grado ha infatti accolto il ricorso presentato dall’Autorità per le telecomunicazioni del Paese sudamericano (Anatel) contro la decisione della Suprema corte di bloccare la procedura di autorizzazione all’operazione di riassetto del gruppo. L’ingresso dei nuovi azionisti di Telco (Mediobanca, Generali, Intesa Sanpaolo, Telefonica e Benetton) in Telecom Italia, porterà infatti sotto lo stesso tetto Tim Brasil e Vivo, primo e secondo operatore di telefonia mobile del Paese.

Una situazione che non può stare bene al terzo operatore brasiliano, Vivo, controllato da Carlos Slim, il miliardario messicano patron di America Movil già scottatosi nella vicenda Telecom. Era stato proprio Carlos Slim a provocare la sentenza della Corte Suprema richiedendo l’accesso a documentazioni dell’Anatel sulla vicenda, documentazioni che erano però state giudicate da quest’ultima come strettamente riservate.


Se il consorzio formato dai soci di Telco segna un punto importante a proprio favore, le reazioni sono comunque improntate alla prudenza. Slim avrà infatti una settimana di tempo per presentare un nuovo ricorso e bloccare nuovamente l’Anatel prima della nuova riunione di quest’ultima, in programma il prossimo 12 settembre e comunque potrà sempre impugnare il verdetto.


La reazione prudente è dettata anche dai nuovi ostacoli all’operazione di riassetto che potrebbero arrivare dall’Argentina. La Commissione nazionale di difesa della concorrenza (Cndc) ha infatti avviato delle indagini per verificare l’eventuale necessità che Telecom Italia e Telefonica informino l’Authority sulle modalità dell’operazione. A sollevare la questione in questo caso è stato il gruppo Werthein, che controlla il 48% di Telecom Argentina e che vuole sapere se con l’ingresso di Telco in Telecom Italia vi saranno ripercussioni anche sull’assetto azionario della prima.