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Schaeuble assedia la Bce (e bond Eurozona): tassi troppo bassi, preferibile un rialzo. Occhio allo spread

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Mentre i funzionari della Bce si affannano a smentire i rumor, secondo cui la banca centrale starebbe valutando l’opzione di alzare i tassi di interesse prima della fine del piano di Quantitative easing,  ci pensa il ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schaeuble a rinnovare i timori sull’arrivo di un tapering o, peggio, sull’adozione di una politica monetaria restrittiva nell’area euro.

“I tassi di interesse sono troppo bassi – dice, stando a quanto riporta Reuters – Preferirei che non fossero così bassi”, ripete, aggiungendo che un rialzo dei tassi sarebbe preferibile

Il falco tedesco che, complice le imminenti elezioni in Germania, continua a far pressioni sulla Bce di Mario Draghi, parla in un momento in cui in Eurozona sale la tensione sui bond. Lo spread Italia-Germania a 10 anni supera 190 punti, il tasso sui BTP ha sfiorato il 2,40% ed è ai massimi dal 2015.

Gli investitori, alla vigilia delle elezioni olandesi ma anche dell’annuncio della Fed su un rialzo dei tassi considerato certo, smobilizzano i titoli di stato dei paesi periferici, riposizionandosi sui Bund tedeschi, considerati tra gli asset più sicuri.

Il rialzo dello spread è alimentato soprattutto dal calo dei rendimenti decennali tedeschi, che cedono quasi il 5% allo 0,4590% circa, alle 16 circa ora italiana. Così commenta Dafydd Davies, partner presso Charles Hanover Investments:

“Con un calendario affollato di eventi geopolitici in arrivo, in particolare in Eurozona, potremmo assistere alla decisione degli investitori di smobilizzare gli asset più rischiosi”.

Il riferimento non è soltanto alle elezioni olandesi, ma anche a quelle francesi e tedesche, in agenda nel 2017. 

In una sessione caratterizzata dall’avversione al rischio, torna così l’appetito per i Bund, anche se è possibile che il rimbalzo sia di natura tecnica, dopo gli smobilizzi delle ultime ore che hanno portato i tassi decennali tedeschi a superare anche la soglia dello 0,50%, a valori record in 14 mesi.

I Bund sono stati colpiti dalle vendite nelle ultime sessioni, sia per i rumor sulla Bce, che per le dichiarazioni rilasciate la scorsa settimana dallo stesso Mario Draghi, che ha detto di star monitorando le distorsioni presenti sulla parte a brevissimo termine della curva dei rendimenti della Germania.

Altro fattore che ha tenuto i trader alla finestra verso i titoli tedeschi, è stata l’attesa dell’asta dei Bund a 30 anni, che si terrà nella giornata di domani, e che viene considerata cruciale per determinare la futura direzione del mercato.