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Scende ancora la disoccupazione Usa, a gennaio +243mila unità per le no farm payrolls

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Nuova tornata di dati incoraggianti dal mercato del lavoro statunitense. Il tasso di disoccupazione a gennaio risulta sceso all’8,3 per cento, ossia sui livelli minimi a quasi 3 anni Il ritmo di creazione di nuovi posti di lavoro nei settori non agricoli nel primo mese del 2012 risulta il migliore dall’aprile scorso con ben 273 mila nuove buste paga nel solo settore privato.

Disoccupazione ai minimi dal febbraio 2009
I dati diffusi dal Bureau of Labor Statistics del Dipartimento del Lavoro statunitense evidenziano un saldo delle buste paga nei settori non agricoli (non farm payrolls) positivo per 243 mila unità. Il consensus era di un progresso ben più contenuto di 150 mila unità dalle +203mila del mese precedente (dato rivisto dalle +200mila comunicate un mese fa). Il saldo delle buste paga nel settore privato è risultato positivo per 257 mila unità. Il consensus era di un progresso di 170 mila unità.
Il tasso di disoccupazione è così sceso all’8,3 per cento, livello più basso dal febbraio 2009 e in miglioramento dello 0,2 per cento rispetto al mese di dicembre. Le attese erano per un tasso invariato. Ieri Ben Bernanke, presidente della Federal Reserve, parlando alla Commissione Bilancio della Camera, ha sottolineato tra l’altro che dal mercato del lavoro stanno arrivando segnali di miglioramento ma ancora insufficienti. Bernanke ha fatto presente che l’outlook economico rimane debole e condizionato da possibili shock esterni come una possibile evoluzione negativa della crisi europea. A margine della riunione della Fed di gennaio, lo stesso Bernanke aveva tenuto aperta l’opzione QE3 facendo presente che proprio la disoccupazione Usa sarà un elemento essenziale nell’orientare le scelte della Fed.
Repentina la reazione dei mercati, sale il dollaro
I forti riscontri arrivati dal mercato del lavoro Usa hanno subito sostenuto il mercato con gli indici europei saliti sui massimi di seduta con Piazza Affari che è arrivata a guadagnare oltre mezzo punti percentuale. Sul valutario il dollaro ha guadagnato repentinamente terreno rispetto alle altre principali valute, in particolare verso quelle difensive che pagano l’aumento della propensione al rischio sui mercati. Il cross dollaro/yen è risalito sopra quota 76,5, mentre l’euro/dollaro è sceso a 1,312 dollari.