Scattano le ricoperture sul Banco Popolare in attesa dei conti

Inviato da Micaela Osella il Ven, 12/11/2010 - 13:13

Suona la campana in Piazza Affari per il Banco Popolare. In una seduta dal sapore altamente volatile, il titolo dell'istituto veronese balza in Borsa in attesa della diffusione dei risultati trimestrali. Un movimento favorito dal cambio di direzione dei listini europei, complice un allentamento della tensione sul mercato obbligazionario per i titoli irlandesi.

 

L'allungo del Banco spinge l'intero comparto quotato a Piazza Affari. Il titolo dell'istituto veronese sale in vetta al Ftse Mib con un +5,2% a 3,6925 euro, in allungo Mps (+3,26% a 0,949 euro), bene Unicredit (+1,87% a 1,747 euro) e Intesa Sanpaolo (+1,50% a 2,3625). Nel pomeriggio il gruppo veronese rilascerà i conti e presenterà l'andamento del gruppo alla comunità finanziaria.

 

Secondo gli analisti del Credit Suisse che una settimana fa hanno riavviato la copertura su Banco Popolare con outperform e il target price a 4,5 euro da 6,2, "gli investitori non considereranno il titolo come caso di investimento prima della presentazione del nuovo business plan, che dovrebbe aggiornare il mercato sulle controversie legali e dare maggiore visibilità sulle prospettive di profittabilità della banca".
 
"Sono scattate le ricoperture, in molti erano short sul titolo", segnala un analista di una primaria banca a Londra contattato da questa testata, ricordando che BP è un titolo che da quando è stato annunciato l'aumento di capitale ha perso il 19%.Oggi pomeriggio potrebbero arrivare indicazioni anche in questo senso, ma intanto il broker svizzero ha collocato l'annuncio del nuovo piano dopo il primo trimestre del 2011.
 
Intanto a Verona oltre all'appuntamento dei conti starebbero ragionando sul dossier Creberg e CR Lucca. Secondo indiscrezioni di stampa sul tavolo di Pier Francesco Saviotti sarebbe in bella vista la proposta formale presentata dallo studio legale Bonelli, Erede, Pappalardo per conto di Bnp per rilevare il Credito Bergamasco, la Carilucca e altri sportelli. Un'offerta da 3,3 miliardi di euro. Per gli esperti di mercato contattati da questa testata difficilmente Saviotti deciderà di avviare queste dismissioni alla luce del valore che rivestono questi asset per la banca.
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