Lo scandalo subprime finisce in manette: l'Fbi entra a Wall Street

Inviato da Micaela Osella il Ven, 20/06/2008 - 09:03

E' scoppiata Tangetopoli Oltreoceano. A quasi dodici mesi dallo scoppio della crisi del credito subprime, e dopo che 300 miliardi di dollari sono già andati in fumo, è scattata l'operazione pulizia a Wall Street. L'Fbi americana ha messo ieri di fronte alle telecamere di tutto mondo per la prima volta due persone ammanettate, indicate come responsabili, sia pure per una piccola parte, del disastro economico che ha fatto seguito al collasso del mercato immobiliare.

Ralph Cioffi e Matthew Tanney sono i manager di due fondi finiti in bancarotta la scorsa estate della Bear Stearns per 1,3 miliardi di dollari, che la polizia federale ha arrestato ieri mattina, trascinandoli di fronte al giovane procuratore Benton Campbell che li ha incriminati. Come hanno detto i loro avvocati sono "capri espriatori", colpiti così duramente per essere i primi di una lunga serie. In effetti il caso Cioffi e Tanney ha davvero i connotati per essere ritenuto solo la punta dell'icerberg di uno scandalo monstre: l'indagine malicious mortgages, come è stata ribattezzata ossia mutui fraudolenti, ha già prodotto 406 incriminazioni e 60 arresti negli ambienti finanziari.

Il bilancio di questa indagine a tappeto che sta conducendo l'Fbi potrebbe prendere dei risvolti imprevedibili: la polizia federale statunitense starebbe infatti indagando su 19 grandi società. Nel mirino degli agenti americani nessuno sarebbe stato escluso: per il momento banche d'investimento agenzie di rating ed hedge fund sarebbero passati al setaccio. Robert Mueller, direttore del Federal Bureau of Investigation, senza indicare le aziende coinvolte nelle indagini, si è limitato ad ammettere che l'Fbi lavora a stretto conttato con la Sec, la Consob americana, e il dipartimento di giustizia.

L'attenzione degli investigatori è valutare l'intento criminale che sottende alle presunte frodi. Nel mirino, infatti, non ci sono le frodi sui sui mutui, ma anche quelle studiate per far aumentare i profitti. "I mercati devono essere preparati a eventuali nuovi fallimenti", ha detto ieri il segretario del Tesoro Henry Paulson. Ma la risposta dei listini è tutta racchiusa nei numeri: da inizio anno hanno perso il 20%. E la volatilità e il nervosismo sono ancora troppo difficili da ricacciare lontani.

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