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Scandalo Montepaschi: oggi Vigni in Procura, attesa per il Cda

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Doppio appuntamento oggi per la vicenda Monte dei Paschi, con l’ex direttore generale della banca Antonio Vigni che si difenderà davanti ai pm senesi e il Cda di Rocca Salimbeni, la cui riunione potrebbe fare maggior chiarezza sui prodotti tossici in bilancio. Nel frattempo a Piazza Affari il titolo prosegue sull’onda di rialzi dopo aver chiuso la seduta di ieri con un progresso del 3,22%. L’azione al momento avanza dell’1,71% a 0,231 euro.

Vigni dai pm
Dopo il forfait di Giuseppe Mussari oggi sarà il turno di Antonio Vigni, ex direttore generale di Monte dei Paschi, a comparire davanti ai pm senesi. Il manager, il cui interrogatorio è previsto in Procura di Siena intorno alle 10,30, è infatti finito nell’inchiesta riguardante sia l’acquisto di Antonveneta e sia sui prodotti derivati. Vigni è accusato di ostacolo agli organi di vigilanza e false comunicazioni proprio in merito all’acquisto dell’istituto di credito con sede a Padova.

La permanenza dell’ex presidente Mussari in Procura lunedì, si ricorda, è durata giusto il tempo di dichiarare che non avrebbe risposto alle domande dei pm. L’ex numero uno dell’Abi, per bocca del suo avvocato difensore, Fabio Pisillo, si era detto pronto a rispondere a tutte le domande dei sostituti procuratori di Siena sulla vicenda dell’acquisizione di Antonveneta ma un altro giorno, vista l’assenza dell’altro difensore, Tullio Padovani.

Oggi il Cda
Dopo l’agitata assemblea di circa due settimane fa, oggi si riunirà il consiglio di amministrazione di Rocca Salimbeni. Il board, secondo indiscrezioni, dovrebbe puntare a far luce sui prodotti derivati sul bilancio. Derivati che potrebbero avere un impatto sui conti del 2012 di circa 750 milioni di euro lordi mentre le conseguenze patrimoniali dovrebbero essere limitate per via dell’aumento di 500 milioni della richiesta di Monti bond.

Intanto dalla trasmissione televisiva di La7 “Otto e mezzo” ha detto la sua il presidente della banca senese, Alessandro Profumo. Il numero uno dell’istituto di credito toscano, a proposito dell’impatto dei derivati, ha detto che non si tratta di un buco nei conti ma di appostare subito operazioni che hanno spalmato nel tempo le perdite. L’impatto sui conti Mps a 30 anni, ha proseguito, sarà pari a zero perché le perdite in corso di contabilizzazione saranno recuperate. A proposito della nomina di Mussari a capo dell’Abi, Profumo l’ha definita un errore, aggiungendo di non avere su di lui un giudizio positivo.

La collezione d’arte resta in Fondazione
Sempre ieri dalla Fondazione Mps è giunta la smentita sulle indiscrezioni, riportate da La Repubblica, circa  l’ipotesi di sacrificare la collezione di opere d’arte per ripristinare almeno per un anno la liquidità che, secondo il quotidiano potrebbe esaurirsi entro la metà del 2013. “Si tratta di un progetto – recita una nota – che nel corso degli anni, grazie ad un costante impegno e ad un’attenta ricerca, ha lodevolmente permesso di riportare a Siena capolavori legati in qualche modo al territorio senese e che nel corso dei secoli erano andati dispersi. Si tratta di un patrimonio artistico che la Fondazione ha intenzione di far conoscere meglio e di valorizzare da un punto di vista artistico e per il quale si stanno ipotizzando iniziative in tal senso”. Secondo le voci, l’Ente avrebbe infatti interrogato la primaria casa d’aste Sotheby’s per un potenziale prestito internazionale delle opere che sarebbe stimate in circa 7,6 milioni di euro. Sotheby’s che, ha scritto il giornale, cercherebbe eventuali compratori esteri realizzando così un corrispettivo ben maggiore dei 7,6 milioni di valutazione.