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Lo scandalo Libor si allarga e coinvolge alcune maggiori banche inglesi

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Lo scandalo sul Libor che ha travolto ieri Barclays, potrebbe coinvolgere presto anche altri istituti finanziari. A cominciare da Royal Bank of Scotland. Secondo il Times of London, che cita una fonte anonima vicina alla vicenda, Rbs sarà multata per 150 milioni di sterline per il suo ruolo nelle manipolazioni operate sul Libor, il tasso di riferimento interbancario.

Simile provvedimento è stato preso per Barclays. Nei giorni scorsi, il secondo maggior istituto finanziario inglese ha raggiunto un accordo con la Financial Services Authority britannica, la Commodity Futures Trading Commission statunitense e la United States Department of Justice sezione antifrode per risolvere l’inchiesta sulle presunte manipolazioni operate da alcuni suoi dipendenti al Libor. Il patteggiamento prevede il pagamento di una multa di 290 milioni di sterline. Alla luce di questo evento, l’amministratore delegato di Barclays, Bob Diamond, ha anche fatto sapere che rinuncerà, insieme ai colleghi Chris Lucas, Jerry del Missier e Rich Ricci al bonus annuale per quest’anno.

Tuttavia, ciò non sarebbe sufficiente per chiudere la questione. I leader del partito dell’opposizione in Gran Bretagna stanno facendo pressioni affinchè Diamond si dimetta e chiedono che venga avviato un processo penale. In un intervento raccolto da Sky News, Ed Miliband, esponente del partito laburista, ha dichiarato ieri: “Quando la gente comune infrange la legge, deve  affrontare spese e punizioni. Abbiamo bisogno di sapere chi sapeva cosa e quando, e si dovrebbero avviare procedimenti penali contro coloro che hanno infranto la legge”. Miliband prosegue: “Troppe persone nelle banche pensano che siano troppo grandi per fallire, troppo potenti per essere messe in discussione”.

“Questo è un problema di tutto il settore bancario”, commenta oggi Credit Suisse. “Anche se Barclays è stata la prima banca ad aver annunciare un accordo con l’FSA il CFTC e il DOJ – continua il broker svizzero nella nota odierna – non significa necessariamente che sia la più esposta al rischio di contenzioso”. La banca d’affari infatti si aspetta di vedere presto altri procedimenti simili da altri che però potrebbero essere più punitivi.

Intanto, il titolo ha subito forti pressioni in Borsa. Sul listino di Londra Barclays ha chiuso ieri con un tonfo del 15,53%, mentre Rbs è scesa dell’11,45%. Oggi i due titoli riescono a contenere le perdite, beneficiando dell’intonazione positiva dell’intero settore (l’indice STOXX Europe 600 Banks è infatti il migliore di questa prima parte di giornata con un rialzo di quasi il 3%) dopo l’accordo raggiunto a sorpresa a Bruxelles sulla crescita e sulle misure anti-spread. In questo momento Barclays sale dello 0,48%, mentre Rbs riesce a mostrare un +1,36%.