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Lo scandalo derivati lambisce l’Europa: si stringono le maglie dei controlli su otto banche

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Si stringono sempre di più le maglie dei controlli. E questa volta non sono le agenzie di rating ad essere la pietra dello scandalo. Nel marasma di questa nuova stagione sui mercati, è caccia aperta anche agli untori nel sistema finanziario. Per scacciare lontana la speculazione delle Borse dopo le sedute al cardiopalma della scorsa settimana.

 

Rimbalza dalle colonne del New York Times l’avvio dell’indagine, in cui sarebbero implicati alcuni grossi nomi della finanza del Vecchio Continente. Il procuratore di New York, Andrew Cuomo, non intende fare sconti. Otto grandi banche internazionali con passaporto europeo sono finite nel suo mirino. Cuomo ha aperto un’inchiesta per verificare se alcuni istituti abbiano fornito informazioni false a  Standard & Poor’s, Ficth Ratings e Moody’s Investors Service, che avevano il compito di emettere giudizi su queste cartolarizzazioni, per influenzare la valutazione di alcuni titoli garantiti da mutui.

 

Oltre ai grandi nomi blasonati di Wall Street come Goldman Sachs, Morgan Stanley, Citigroup e Merrill Lynch, ora controllata da Bank of America, secondo quanto ricostruito dal quotidiano americano, adesso sotto l’esame degli ispettori federali chiamati ad accertare se gli istituti abbiano fornito agli investitori informazioni ingannevoli è il turno delle europee. Ad essere coinvolte nell’inchiesta ci sarebbero, infatti, le boutique svizzere Ubs e Credit Suisse, la tedesca Deutsche Bank e la francese Credit Agricole.

 

A Wall Street non avevano dubbi: che l’inchiesta partita dai prodotti finanziari che includevano vari titoli immobiliari con il marchio di fabbrica Morgan Stanley avrebbe finito per colpire un po’ tutti gli istituti, era dato quasi per certo. E oggi c’è chi azzarda che in effetti “sta assumendo contorni nuovi questa vicenda partita in sordina, che sembrava in un primo momento essere relegata sull’altra sponda dell’Atlantico”.

 

L’ufficio che fa capo a Cuomo ha già notificato l’avvio delle indagini a otto banche, riporta il Times nel suo sito web, secondo due fonti vicine al dossier. Secondo il Times Credit Suisse e Deutsche Bank non avrebbero voluto commentare. Di certo il mercato non si tirerà indietro. Quel che appare sempre più certo è – secondo gli addetti ai lavori – l’urgenza di riformare al più presto il sistema finanziario. Prima che un nuovo strappo di fiducia metta in crisi le Borse.