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Scandalo corruzione travolge Tenaris, ceo Rocca sotto accusa. A Piazza Affari focus anche su Luxottica e Tim

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Piazza Affari si muove con circospezione oggi con  lo scandalo Tenaris in primo piano dopo l’accusa di corruzione piovuta sul ceo e presidente paolo Rocca. Il titolo Tenaris è arrivato a cedere oltre il 9% dopo un’iniziale sospensione per eccesso di ribasso sul prezzo di controllo.

Dopo la prima ora di scambi l’indice Ftse Mib sale dello 0,22% a quota 19.193 punti in scia ai guadagni di Wall Street e dei listini asiatici, con Tokyo salita di oltre l’1%. Donald Trump ha risollevato l’umore dei mercati affermando che ci sono “buone possibilità” che Usa e Cina raggiungano un accordo. Il presidente americano incontrerà l’omologo cinese Xi Jinping nella riunione del G20, che si terrà a Buenos Aires nel fine settimana.

Caso Rocca provoca tracollo titolo Tenaris

Ieri sera è arrivata la notizia dell’incriminazione in Argentina del ceo e presidente di Tenaris, Paolo Rocca. Il titolo è arrivato a cedere oltre il 9% il avvio di seduta. L’accusa per Rocca arriva dal giudice di prima istanza che conduce l’indagine circa i pagamenti effettuati dal gruppo Techint nel 2008 a un funzionario del Governo argentino. Il cosiddetto “caso Notebooks” è relativo alle presunte tangenti pagate dalla società per ottenere contratti dal governo della ex presidente Cristina Fernandez Kirchner.

Il magistrato ha stabilito che Rocca non può lasciare il Paese in attesa degli sviluppi giudiziari. Il consiglio di amministrazione di Tenaris ha confermato il pieno supporto al suo presidente e amministratore delegato. Rocca continuerà ad assolvere le proprie funzioni. Dalla stampa argentina emerge che su Rocca pende l’accusa di aver pagato tangenti con le autorità che avrebbero congelato beni per 4 miliardi di pesos.

Il ceo e presidente di Tenaris su difende affermando di non essere coinvolto in tali pagamenti. Né li ho autorizzati né ne ero a conoscenza”, sono le parole di Rocca al quotidiano argentino Perfil.

 

Continua il rally di Banco BPM

Sul parterre di Piazza Affari si muove molto bene Banco BPM che sale di oltre il 3% a 2,08 euro sotto la spinta delle nuove indiscrezioni circa la cessione dei Npl. Il portafoglio da 8 mld di euro di Npl, stando a quanto riferito da Il Messaggero, dovrebbe andare a una tra doBank, Fortress, Illimity e Fonspa-Elliott. La decisione sarà presa dal cda in agenda domani che dovrebbe approvare anche l’intesa con AgosDucato con la cessione di ProFamily e l’accordo decennale di distribuzione

Di contro indietreggia Tim (-0,97%) dopo che il portavoce di Vivendi, maggiore azionista della tlc, ha chiesto la convocazione dell’assemblea per la nomina dei revisori facendo capire che l’assemblea dovrà essere convocata in tempi rapidi.

 

Luxottica: ultimo giorno dell’OPS finalizzata a delisting

Tra i titoli in rosso spicca invece Luxottica (-1,27% a 49,54 euro) che oggi vede terminare l’Offerta Pubblica di Scambio (OPS) di azioni Luxottica in azioni EssilorLuxottica. L’’offerta è finalizzata al delisting della società Luxottica dalla Borsa Italiana, rimanendo EssilorLuxottica quotata alla Borsa Euronext di Parigi. Dall’inizio dell’offerta (il 29 ottobre scorso) sono stati apportati 69.321.262 titoli, pari al 39,3253769% delle azioni oggetto dell’offerta.

 

In asta Bot per 6,5 mld, domani il test probante dei Btp 5-10 anni

Da monitorare oggi il secondo appuntamento del trittico di aste di fine mese con l’emissione di Bot a sei mesi per 6,5 miliardi di euro. L’appuntamento clou è però quello di domani con l’offerta di titoli a media-lunga scadenza. Nel dettaglio saranno collocati Btp a 5 anni per massimi 2 mld e BTP a 10 anni per massimi 2,25 mld.

 

Relativamente all’Italia nei giorni scorsi era emersa la possibilità di un taglio dell’obiettivo di deficit 2019 al 2,2%. il ministro delle Finanze Giovanni Tria avrebbe addirittura spinto a una limatura fino al 2%. In un’intervista il vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis, ha avvertito che serve una “correzione consistente” dei conti pubblici e quindi uan limatura dello 0,2% “non è sufficiente”.