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Scacco matto di Moody’s su Anglo Irish Bank e l’Irlanda torna a tremare

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Torna a soffiare forte il vento sulle coste irlandesi. Gli analisti dell’agenzia di rating Moody’s hanno mosso su Anglo Irish Bank: hanno declassato il debito senior non garantito dell terzo istituto di credito in Irlanda di tre gradini, portandolo da A3/Prime-1 a Baa3/Prime-3. E la manovra potrebbe essere l’anticamera di un’ulteriore azione. Un’ipotesi che fa riemergere lo spauracchio di un salvataggio senza precedenti per la banca, che a inizio settembre ha conquistato un primato poco invidiabile, annunciando la maggiore perdita mai registrata da una società irlandese: 8,2 miliardi di euro nel primo semestre dell’anno, che si aggiungono ai 12,7 miliardi di rosso annua nel 2009.


Inevitabile il verdetto dell’agenzia di rating: Anglo Irish Bank continuerà a mantenere questo rating sotto osservazione per un possibile ulteriore downgrade. “Moody’s prevede un continuo deterioramento della qualità degli asset di Anglo Irish”, ha avvertito il vice presidente e capo analista per Anglo Irish a Moody’s, Ross Abercromby, aggiungendo che “l’istituto avrà necessità di ulteriore supporto da parte del governo per le obbligazioni della banca”. La severa contrazione del mercato immobiliare irlandese, l’aumento della disoccupazione e la debolezza dei consumi nel Paese hanno portato sull’orlo del precipizio la banca.

Ma il destino di Anglo Irish Bank si intreccia a doppio filo con la situazione dei conti pubblici dell’Irlanda. Nel 2009 il deficit irlandese è stato pari al 14% del Pil. Sui conti dell’Irlanda oggi invece pesa come un macigno il costo per il salvataggio di questo istituto. Un’affaire che secondo l’agenzia di rating Standard & Poor’s vale qualcosa come 35 miliardi di euro.


Finora l’Irlanda ha speso per Anglo Irish Bank circa 23 miliardi. All’appello ne mancano ancora. Secondo gli analisti il deficit di bilancio irlandese potrebbe raggiungere il 25% del Pil quest’anno, inclusi i costi una tantum dei salvataggi bancari, ben lontano dall’obiettivo del 3% concordato dall’Irlanda con la Ue per il 2014.


Per distendere i toni il ministro delle Finanze Brian Lenihan secondo quanto riferisce il sito della Bcc oggi ha detto che le banche irlandesi devono onorare i propri obblighi verso terzi per non mettere a rischio la capacità dell’Irlanda di finanziarsi in futuro. “L’Irlanda onorerà i propri impegni e le banche irlandesi faranno altrettanto”, ha annunciato Lenihan in un’intervista. “Se così non fosse la posizione dell’Irlanda sui mercati dei capitali in futuro diventerebbe pericolosa”.


Parole che non hanno frenato il nervosismo. Basta guardare i movimenti del titolo trentennale del tesoro Usa, che ha fatto un balzo di un punto pieno sulla scia del rialzo del Bund, per capire quanto la situazione sia delicata. A spingere i titoli tedeschi è stato l’effetto dei timori sulle condizioni dei conti pubblici di Portogallo e Irlanda, che spinge verso il debito sovrano meno rischioso. I trader dicono che la Bce la scorsa settimana è stata attiva sul mercato comprando carta irlandese e in particolare venerdì scorso ha chiesto offerte su bond di Lisbona.