Scacchiere economico, quale bussola per i mercati mondiali?

Inviato da Redazione il Gio, 13/10/2005 - 11:10
Il Fondo Monetario Internazionale nel semestrale studio sulle prospettive economiche mondiali, pubblicato il 21 settembre, prevede una crescita economica per il 2006 in linea con quella del 2005, prossima a 4.3%; per le economie avanzate la crescita complessiva del Pil sarà del 2.7% in risalita dal 2.5% del 2005.
Aumentano tuttavia di intensità i fattori di rischio con il prezzo del petrolio in "pole position". Nell'"Outlook" il Fondo porta il prezzo medio del petrolio a $54 al barile nel 2005 e $61 nel 2006, evidenziando sia gli effetti negativi sulla fiducia di consumatori e imprese che, con le economie vicine al potenziale produttivo, i possibili effetti inflazionistici. Il Fondo vede l'altro pericolo negli squilibri americani con la necessità che gli investitori esteri continuino a finanziare i "deficit gemelli".
Sul fronte della congiuntura, negli Usa l'impatto dell'uragano Katrina sembra limitato e più che altro concentrato sulla fiducia dei consumatori. Permangono su livelli elevati gli indicatori dell'attività manifatturiera sia a livello regionale che nazionale.
La revisione del Pil del secondo trimestre lascia inalterata la crescita complessiva a 3.3% ma migliora la qualità della crescita con una revisione al rialzo di consumi e investimenti.
Sul fronte dei prezzi ad agosto si apre ulteriormente la forbice tra l'inflazione totale e quella "core" (ex food and energy), con la prima che fissa a 3.6% e la seconda a 2.1%; l'indice dei prezzi monitorato dalla Fed (core PCE) rimane ampiamente sotto quota 2%.

In area euro i risultati delle ultime indagini congiunturali forniscono alcuni segnali positivi relativamente agli andamenti del terzo trimestre, in linea con un moderato miglioramento dell'attività nel settore industriale.
L'indice PMI manifatturiero dell'area sale a settembre a 51.7 da 50.4, meglio rispetto alle attese di 50.8. In Germania l'indice passa a 51 da 48.7 con un netto miglioramento delle componenti "output" e ordini. Nonostante il rialzo dei prezzi dell'energia il miglioramento dell'attività manifatturiera è evidente nell'area e, in particolare, in Germania; la debolezza dell'euro ha avuto un ruolo rilevante nello stimolare l'industria.
Anche l'Ifo sale in Germania a 96, sopra le attese, e migliora anche l'indice di fiducia dell'industria elaborato dalla Commissione europea. Rimangono ancora deboli le vendite al dettaglio: decisamente migliore il profilo di queste ultime in Francia rispetto a quelle in Germania.
Sul fronte dei prezzi la stima flash Eurostat vede a settembre l'inflazione salire a 2.5% da 2.2%; quella "core" dovrebbe essere risalita a 1.5% da 1.3%. Oltre ad effetti stagionali, incide sulla risalita la crescita dei prezzi nei trasporti, nell'abbigliamento e le tasse sul tabacco.

In Giappone gli ultimi dati congiunturali confermano i miglioramenti in atto. Secondo le previsioni di settembre del FMI, il Pil aumenterebbe del 2% nel 2005 e nel prossimo anno. Se queste previsioni si avverano, segue che il periodo 2003-2006 registrerebbe la miglior performance dell'economia giapponese da quando l'economia è entrata in stagnazione nel 1990. In questa fase sembra che la spesa privata sia la principale forza di spinta, sostenuta da un buon andamento del mercato del lavoro con livelli di disoccupazione molto bassi e buona dinamica salariale.
L'ultima indagine del Tankan è coerente con buoni ritmi di crescita economica, conferma continui miglioramenti nel mercato del lavoro e revisioni al rialzo nella crescita dei profitti.
Sul fronte dei prezzi i principali indicatori di settembre permangono ancora in territorio negativo. A cura di www.fondionline.it

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