Save: per i gestori il boom di sottoscrizioni e' frutto di comportamento erratico

Inviato da Redazione il Ven, 20/05/2005 - 17:56
L'aspirante matricola Save pregusta le mille luci di Piazza Affari. Nella fase di prenotazione sono fioccate le richieste di sottoscrizione. Secondo i ben informati i book per aderire all'Ipo della società che gestisce l'aeroporto di Venezia strasborderebbero di domande. Nonostante i contenziosi aperti assorbano buona parte delle avvertenze degli investitori Save non sembra ne soffrirà granchè in termini di valutazione. Il prezzo è stato indicato nella forchetta indicativa di 17-21 euro. Una valutazione ha quindi passato per il momento la fase uno. Eppure secondo la maggior parte dei gestori interpellati da Finanza.com i conti non tornano. "Il comportamento degli investitori istituzionali e del pubblico retail è frutto di erraticità", commenta Damiano Agosti di Capitalgest. Secondo alcuni calcoli degli esperti Save nella parte alta della forchetta quota tra 10-11,5 volte l'Ebitda 2004 contro le 10 volte di BAA, la sua competitor inglese. "E' vero che l'aeroporto di Venezia riallocca diversi business. Se la società però decidesse di andare in Borsa nella parte alta della forchetta toglierebbe l'effetto sorpresa sulla crescita", aggiunge Agosti. Dello stesso parere Stefano Turlizzi di Cassa Lombarda, che riconosce valore alla società ma non consiglia di strapagarla. "La società è bella e offre prospettive ottimali. Se uno vuole essere prudente, non deve strapagare una crescita implicita", è la tesi di Turlizzi. "Save dovrebbe permettere al mercato di seguirla lungo la sua crescita per far sì che gli investitori si aspettino il meglio dal loro investimento", aggiunge ancora Agosti. Secondo Lorenzo Astolfi, responsabile della divisione investment banking di Abaxbank, Save è dotata di un business interessante che offre stabilità e diversificazione. La società che gestisce il Marco Polo di Venezia non è infatti solo business aeroportuale ma partecipa alla gestione di 103 stazioni ferroviarie italiane di medie dimensioni e gestisce servizi di ristoro pubblico e di negozi per viaggiatori. Per Astolfi "non è proprio chiaro come mai questa diversificazione in un business come Cento Stazioni". L'esperto sostiene che anche la scelta del timing prima della sentenza del Tar in arrivo a giugno potrebbe essere discutibile. "Save può evidentemente contare su una ragionevole fiducia. E per il momento il mercato visto il boom in fase di sottoscrizione sembra dare ragione alla società", spiega Astolfi.
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